Aeroporto di Comiso: ci sono i fondi ma le compagnie non partecipano. Siamo al paradosso - Quotidiano di Ragusa
L'aeroporto di Comiso è in una situazione paradossale dove i fondi sono disponibili ma le compagnie non partecipano ai bandi, e si sospetta che lo scalo sia in attesa di una futura privatizzazione.

“Sull’aeroporto di Comiso siamo ormai al paradosso: prima il problema erano le risorse, oggi i fondi ci sono ma le compagnie non partecipano ai bandi.” Lo afferma la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, dopo le recenti dichiarazioni del commissario della Camera di Commercio del Sud-Est, Antonio Belcuore. “Parole – dice Campo – che lasciano francamente sbigottiti per il candore con cui vengono espresse. Belcuore, in quanto rappresentante del mondo produttivo, dovrebbe essere il primo a essere contrariato per quanto sta accadendo.
E invece si avventura in una difesa estenuante di un sistema che a Comiso ha prodotto solo fallimenti. È inutile lamentarsi delle risorse destinate a Trapani: tante o poche che siano, una dotazione simile era stata prevista anche per Comiso, con i noti 9 milioni di euro in tre anni. Bandi che, per stessa ammissione di Belcuore, erano molto appetibili. Eppure sono andati deserti. Perché? A questo si aggiunge l’incertezza sulle rotte già esistenti: compagnie come Vueling, che operava su Barcellona, non hanno ancora confermato la ripresa dei voli. Evidentemente la stagione precedente non ha dato i risultati sperati. Ma nessuna stagione può funzionare se programmata a maggio, cioè all’ultimo momento. Se si potesse prenotare già da gennaio, le percentuali di riempimento sarebbero ben diverse. Siamo di fronte al classico cane che si morde la coda. La SAC si difende sostenendo di non avere responsabilità, attribuendo le scelte alle compagnie.
Ma allora viene spontaneo chiedersi: cosa sta facendo concretamente per attrarle? Da anni chiediamo di visionare un piano industriale, che non sappiamo nemmeno se esista. Noi continuiamo a ritenere l’aeroporto di Comiso appetibile, come ha dimostrato più volte in termini di funzionalità e operatività. Tuttavia – conclude Stefania Campo – cresce il sospetto che lo scalo sia di fatto parcheggiato in attesa di una futura privatizzazione, mentre l’attenzione resta concentrata su Catania, a discapito del territorio ibleo, anche all’interno della stessa società di gestione”.



