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Comiso, intitolare il Palazzetto dello Sport a Vincenzo Scamporrino

9 marzo 2026 alle ore 09:44
Cosa c'entra Comiso

Il sindaco di Comiso ha annunciato l'avvio dell'iter per intitolare il nuovo palazzetto dello sport a Vincenzo Scamporrino, figura importante per la Pasqua della città.

Comiso, intitolare il Palazzetto dello Sport a Vincenzo Scamporrino

Comiso – “Dopo la prematura dipartita del nostro caro concittadino, Vincenzo Scamporrino, persona affabile, disponibile e stimata dall’intera comunità che rappresento, è stata lanciata sui social la proposta di intitolare a lui il nuovo costruendo palazzetto dello sport”. Lo annuncia il sindaco di Comiso Maria Rita Schembari.

“Proposta – aggiunge il sindaco di Comiso – che naturalmente facciamo nostra e per la quale avvieremo l’iter per verificare tutti i debiti passaggi e, se esistono le giuste e fondate motivazioni, cercare di accelerare i tempi previsti per legge, con l’ausilio di S.E il Prefetto”.

Vincenzo Scamporrino, 66 anni, era morto giovedì scorso all’ospedale “Guzzardi” di Vittoria. Gestiva una pompa di benzina, luogo in cui, lo scorso dicembre, era stato investito a pochi passi dall’ingresso. L’incidente gli aveva provocato una grave frattura alle gambe, ma non ferite considerate letali. A complicare le sue condizioni di salute è stata invece un’infezione batterica, che nel tempo ha aggravato le sue condizioni fino al peggioramento degli ultimi giorni. La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente, lasciando sgomenta l’intera città.

Il 66enne è stato per ben 50 anni una figura importante per la Pasqua di Comiso. La sua figura rassicurante, durante la processione di Pasqua, era stata il fulcro della vara del Cristo Risorto. Ne guidava i movimenti con naturale autorevolezza, diventando un punto di riferimento per tutti i portatori e per la comunità. La proposta lanciata sui social di intitolare il costruendo palazzetto della sport a Vincenzo scaturisce non solo dalla sua importante rappresentanza per le festività pasquali in città ma anche dall’affetto e dalla stima che la città nutriva per lui.