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È Ragusa la provincia meridionale con meno studenti nell'ora di religione - Quotidiano di Ragusa

2 febbraio 2026 alle ore 08:34
Cosa c'entra Comiso

Due scuole, tra cui una a Comiso, sono state escluse dal computo dei dati a causa di anomalie o incongruenze nella trasmissione ministeriale.

È Ragusa la provincia meridionale con meno studenti nell'ora di religione - Quotidiano di Ragusa

Ragusa – Per il quarto anno consecutivo l’Uaar richiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito i dati relativi al numero di studenti che scelgono di frequentare la cosiddetta “ora di religione”, la cui definizione ufficiale è in realtà Insegnamento della Religione Cattolica (Irc) e che alle scuole dell’infanzia e primarie è ben più di una sola ora. Ebbene, ancora una volta in provincia di Ragusa, così come nel resto del Paese, si assiste a una continua e costante fuga da questa materia facoltativa con il 13,16% di studenti che scelgono di non avvalersene, dato non molto distante dalla media nazionale che risulta essere il 16,62% e comunque il più alto al di sotto di Roma. Se si considera anche la Sardegna nel computo delle regioni del Sud si osserva una percentuale più alta solo nella provincia di Cagliari (16,66%).

Come detto sopra, il numero degli studenti che non fanno l’Irc sale di anno in anno, infatti nello scorso anno la percentuale di questi a Ragusa era l’11,66% e due anni fa stava al 10,33%. La palma per l’istituto più laico va alla scuola dell’infanzia di Marina di Acate, dove ben 15 alunni su 22, cioè il 68,18%, non fa religione; le altre scuole dove chi frequenta l’Irc è minoranza sono, a seguire, l’Itc Besta di Santa Croce Camerina (62,65%), la primaria Ispica Centrale (57,85%) e l’Istituto Professionale Ferraris di Ragusa (57,59%).

Analizzando la media per Comune si nota che al vertice ci sono quei territori a vocazione agricola dove è più alta la presenza di famiglie provenienti dall’estero: Santa Croce Camerina è in testa con il 39,20% di assenze alle lezioni di Irc, seguita da Acate con il 23,08% e Ispica con il 21,18%; il capoluogo Ragusa è in linea con la media provinciale (13,34%) mentre in coda troviamo i comuni montani Giarratana, al 4,25%, e Monterosso Almo con appena lo 0,56%. Aggregando i dati per tipologia di scuola si vede invece che più è alta l’età degli studenti e minore è l’adesione all’Irc: alle scuole dell’infanzia la media è infatti al 9,44%, per passare poi all’11,76% nelle primarie e al 13,43% nelle secondarie di primo grado. Tra le secondarie di secondo grado i più laici sono i professionali (29,39%), seguiti dai tecnici (18,27%) e infine i licei (11,10%).

«Nonostante gli organi cattolici continuino a sostenere che l’Irc, a dispetto del nome e dei programmi, non sarebbe un insegnamento confessionale ma culturale», spiega il coordinatore ragusano dell’Uaar Massimo Maiurana, «sempre più famiglie e studenti vi rinunciano. E dire che sebbene si tratti di una materia sulla carta facoltativa, essendo eccezionalmente inserita all’interno del normale orario delle lezioni molte famiglie vi iscrivono i propri figli per mancanza di alternative e per la difficoltà a gestire le ore di vacanza. L’Uaar auspicherebbe uno spostamento della materia in orario extrascolastico, come avviene per tutte le altre attività facoltative».

Dal computo sono state prudenzialmente escluse due scuole, a Comiso e Pozzallo, il cui dato è molto diverso da quello degli anni scorsi o dove le percentuali sono palesemente incongrue, segno di un errore nella trasmissione dei dati al ministero da parte delle istituzioni scolastiche, anche se la loro esclusione ha spostato la media di pochi decimi di percentile. I dati analizzati sono messi a disposizione di tutti sul sito dell’Uaar, con anche mappe interattive e grafici, a partire dalla pagina www.uaar.it/non-frequenza-irc-nelle-scuole-italiane.