Ragusa è la provincia del Sud con meno studenti nell’ora di religione
Due scuole di Comiso e Pozzallo sono state escluse dal conteggio dei dati per anomalie o incongruenze, anche se l'impatto sulla media complessiva è stato marginale.

Ragusa figura tra le province del Mezzogiorno con la quota più elevata di studenti che scelgono di non frequentare l’Insegnamento della religione cattolica (Irc). È quanto emerge dall’analisi dell’Uaar, che per il quarto anno consecutivo ha ottenuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito i dati relativi alla partecipazione all’ora di religione nelle scuole italiane.
Nel Ragusano il 13,16% degli alunni non si avvale dell’Irc, un tasso in crescita costante: 11,66% l’anno scorso, 10,33% due anni fa. Pur restando al di sotto della media nazionale (16,62%), il dato rappresenta il valore più alto tra le province del Sud, fatta eccezione per Cagliari, ferma al 16,66%. Osservando i singoli istituti, la scuola più “laica” risulta la scuola dell’infanzia di Marina di Acate, dove 15 bambini su 22, pari al 68,18%, non seguono l’ora di religione. A ruota l’Itc “Besta” di Santa Croce Camerina (62,65%), la primaria Ispica Centrale (57,85%) e l’Istituto professionale “Ferraris” di Ragusa (57,59%).
L’analisi per Comune segnala le incidenze più alte nelle aree a forte vocazione agricola e con significativa presenza di famiglie straniere. Santa Croce Camerina guida la graduatoria con il 39,20% di non avvalentesi, seguita da Acate (23,08%) e Ispica (21,18%). Ragusa città si colloca su valori in linea con la media provinciale (13,34%), mentre chiudono la classifica i centri montani di Giarratana (4,25%) e Monterosso Almo (0,56%). La scomposizione per ordine di scuola conferma una tendenza netta: all’aumentare dell’età diminuisce l’adesione all’Irc. Nelle scuole dell’infanzia la media dei non avvalentesi è del 9,44%, sale all’11,76% nelle primarie e al 13,43% nelle secondarie di primo grado. Nelle secondarie di secondo grado il fenomeno si accentua: gli istituti professionali raggiungono il 29,39%, i tecnici il 18,27% e i licei l’11,10%.
«Nonostante gli organi cattolici continuino a sostenere che l’Irc non sia un insegnamento confessionale ma culturale – spiega il coordinatore ragusano dell’Uaar, Massimo Maiurana – sempre più famiglie e studenti vi rinunciano». Maiurana evidenzia inoltre che, pur essendo formalmente facoltativa, la collocazione dell’ora di religione all’interno dell’orario scolastico induce molte famiglie a optare per la frequenza per carenza di alternative e per le difficoltà nella gestione delle ore buche; da qui l’auspicio che l’insegnamento venga spostato in fascia extrascolastica, come avviene per le altre attività opzionali. Per ragioni di prudenza, dal conteggio sono state escluse due scuole di Comiso e Pozzallo i cui dati risultavano anomali rispetto agli anni precedenti o manifestamente incongrui, verosimilmente per errori di trasmissione al Ministero; l’impatto sulla media complessiva è stato comunque marginale. Tutti i numeri sono consultabili sul sito dell’Uaar, accompagnati da mappe interattive e grafici.



