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Cronaca

Ristori, in arrivo 97.500 euro per i Comuni della provincia di Ragusa

Qds.it Icona orologio circa 2 mesi fa
Ristori, in arrivo 97.500 euro per i Comuni della provincia di Ragusa

È quanto stanziato dal Governo nazionale per risollevare le casse degli Enti locali dopo la riduzione dei tributi dovuta al Covid. Le somme più consistenti a Ragusa (20.400 euro) e Modica (27.300)

RAGUSA – Uno dei settori che più ha sofferto le conseguenze della pandemia è senz’altro quello del turismo. Se consideriamo poi che ci sono comuni che vivono sostanzialmente di quello, comprendiamo bene quanto è preoccupante l’andamento che, a distanza di un anno, si registra.

A livello nazionale, per far fronte a questa problematica, sono stati sbloccati quasi 50 mln di euro, da destinare ai Comuni in modo da sopperire alla riduzione dei tributi proprio per le attività turistiche. In provincia sono in arrivo quasi 100 mila euro, suddivisi quindi tra tutti i comuni.

“Il Governo – ha riferito la presidente della commissione Affari sociali della Camera, Marialucia Lorefice, esponente iblea – ha provveduto allo sblocco di 48.169.410 euro per far fronte alle minori entrate comunali relative all’esenzione della seconda rata dell’imposta municipale propria per l’anno 2020 a beneficio di immobili e pertinenze relativi alle attività interessate da restrizioni, quali ad esempio alberghi e altre attività del settore turistico, cinema e teatri. Tali risorse sono state ripartite tra i comuni italiani con decreto del ministero dell’Interno, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, del 16 aprile scorso”.

In provincia di Ragusa arriveranno 97.501,62 euro, ripartiti tra tutti i 12 comuni. Ad Acate andranno 4.047,74 euro, a Chiaramonte Gulfi 5.739,25, a Comiso 7.573,41, a Giarratana 3460,78, a Ispica 5.254,23 euro, a Modica 27.388,27, a Monterosso Almo 1500,50 euro, a Pozzallo 6.946,30 euro, a Ragusa 20.439,80, a Santa Croce Camerina 2.411,87, a Scicli 10.279,08 e a Vittoria 6.924,39 euro.

“Con gli articoli 9 e 9-bis del decreto ‘Ristori’ – ha aggiunto Marialucia Lorefice – abbiamo abolito, per i settori della ristorazione e della somministrazione di cibi e bevande, della ricettività alberghiera, del turismo, dello sport, del benessere fisico, dello spettacolo, della cultura, dell’organizzazione di fiere e altri eventi, anche la seconda rata Imu del 2020 a condizione che coincida il proprietario dell’immobile con il gestore dell’attività che vi viene esercitata. Abbiamo voluto sostenere, così, gli imprenditori particolarmente vessati dalla crisi determinata dal Covid-19 e dalle relative misure restrittive. Ciò ha, però, generato minori entrate per gli enti locali, a cui abbiamo cercato di sopperire con lo stanziamento di nuovi fondi, ripartiti con il decreto interministeriale del 16 aprile 2021, così da non precludere la possibilità ai Comuni di offrire servizi ai cittadini e di soddisfare al meglio i bisogni delle nostre comunità”.

“È un periodo particolarmente difficile – ha concluso – ma il nostro impegno è finalizzato a far sì che nessuno si senta abbandonato dallo Stato”.

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