Dazi Usa: impatto minimo per l’economia iblea
A Comiso, il settore del commercio all'ingrosso (escluso auto e moto) è esposto ai dazi USA con una flessione dell'1% nei ricavi.

Dazi Usa: impatto minimo per l’economia iblea
L’economia iblea regge l’urto delle nuove tariffe commerciali degli Stati Uniti, mentre ci sono distretti italiani colpiti duramente. A fare il punto della situazione è uno studio (in lingua inglese) pubblicato dalla Banca d’Italia, dal titolo “Dazi statunitensi e imprese italiane: esposizione della rete produttiva e impatto iniziale”, ripreso dalla piattaforma Withub che ha elaborato una mappa dei comuni italiani, sulla base del loro grado di esposizione ai dazi Usa americane e al settore maggiormente colpito.
A Ragusa il settore più esposto risulta quello delle industrie alimentari con un -2% di ricavi. Seguono Vittoria con un -1,2% nel settore delle coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi, Comiso con -1% nel settore del commercio all’ingrosso (escluso auto e moto) e Ispica con un -0,8% sempre nel commercio all’ingrosso. La Sicilia risulta avere un’esposizione dello 0,8% nelle esportazioni dirette e dell’1% nell’export indiretto. Nell’Isola, a soffrire di più sono i distretti di Sciacca, con -8,5% nel commercio all’ingrosso e Castelvetrano, con -6,7% nell’industria alimentare. Nei territori vicini alla provincia di Ragusa, si segnalano il -2,6% di Gela, nella fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio, il -2% di Noto nella fabbricazione di prodotti chimici, il -1,1% di Caltagirone (industria alimentare) e il -0,7% di Pachino (commercio all’ingrosso).
Secondo l’analisi di Bankitalia, l’export da e verso gli Usa – calcolato sui dati di circa 1,8 milioni di attività italiane – rappresenta il 3,2% dei ricavi nel nostro Paese. Sebbene gli Stati Uniti siano il principale mercato di esportazione al di fuori dell’Ue, il dato diretto verso gli Usa – ovvero attraverso le vendite – rappresenta “una quota piuttosto limitata dei ricavi totali delle imprese, pari a circa l’1,4%”, si legge. Quello indiretto, invece, vale a dire attraverso le catene di fornitura italiane e interne al Paese, è pari a 1,8 punti percentuali. Toscana, Emilia-Romagna, Basilicata e Veneto sono le Regioni più vulnerabili rispetto alla media. Il 20% delle aziende ha registrato una flessione dei ricavi. Ed è Agordo, in Veneto, con il 29,4%, il Comune più colpito dai dazi Usa, in particolare per quanto riguarda il distretto dell’occhialeria. Nel bellunese si trova si trova la sede del gruppo Luxottica, fondato da Leonardo Del Vecchio e specializzato nella produzione di occhiali. Al secondo posto si trova Nurri, in Sardegna con il 23,6%, dove il settore più esposto è quello delle industrie alimentari. Terzo posto per Thiesi, sempre in Sardegna, esposto al 20,4% anche in questo caso soprattutto per le industrie alimentari.
© Riproduzione riservata



