Il Fai di Ragusa apre tre gioielli. Questo fine settimana è tutto da scoprire
La provincia di Ragusa include Comiso tra le tre località con aperture straordinarie del FAI, dove sarà possibile visitare il Castello dei Naselli d’Aragona.

Il Fai di Ragusa apre tre gioielli. Questo fine settimana è tutto da scoprire
Oggi, sabato 21 e domani, domenica 22 marzo 2026, tornano in tutta Italia le Giornate FAI di Primavera, giunte alla 34ª edizione: il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del Paese. Un grande appuntamento nazionale di partecipazione attiva e raccolta pubblica di fondi che quest’anno coinvolge 780 luoghi, spesso poco conosciuti o normalmente inaccessibili, aperti al pubblico con visite a contributo libero.
Anche la provincia di Ragusa partecipa con entusiasmo all’iniziativa, offrendo ai visitatori tre aperture straordinarie tra Ragusa, Comiso e Modica, in un percorso che unisce bellezza, storia e cittadinanza attiva.
«Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – si dedica da oltre cinquant’anni a tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese, dando attuazione concreta all’articolo 9 della Costituzione, che impegna la Repubblica a promuovere lo sviluppo della cultura e a tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione», spiega la Capo Delegazione FAI di Ragusa, avv. Gisella Scollo.
Il FAI, fondazione senza scopo di lucro, vive grazie alle donazioni: proprio il contributo raccolto durante queste giornate consente di finanziare restauri, manutenzioni e interventi di valorizzazione, restituendo beni preziosi alla collettività.
Entrando nel dettaglio delle aperture, «la Delegazione FAI di Ragusa – commenta Gisella Scollo – propone tre siti di grande fascino: il Villino Arezzo di Trifiletti, il Castello dei Naselli d’Aragona e la Chiesetta rupestre di San Nicolò Inferiore. Tutti e tre saranno raccontati ai visitatori dagli Apprendisti Ciceroni, giovani studenti del territorio, in un percorso che unisce conoscenza, educazione e partecipazione civica».
A Ragusa Ibla riflettori puntati sul Villino Arezzo di Trifiletti, elegante dimora storica che per l’occasione apre eccezionalmente le sue porte. Immerso in uno dei contesti urbani più suggestivi della città antica, il villino custodisce ambienti e arredi che raccontano il gusto raffinato di una borghesia colta, offrendo scorci architettonici e decorativi di grande pregio. Le visite saranno guidate dagli studenti degli istituti “F. Crispi – Vetri”, “Quasimodo – Ventre” e “M. Schininà”.
A Comiso sarà invece protagonista il Castello dei Naselli d’Aragona, luogo simbolo della storia cittadina, testimone di antichi poteri feudali e di una lunga stratificazione storica. Gli studenti dell’Istituto “Giosuè Carducci” accompagneranno i visitatori alla scoperta delle vicende del castello, delle famiglie che lo hanno abitato e del suo ruolo nel tessuto urbano.
A Modica si potrà visitare la Chiesetta rupestre di San Nicolò Inferiore, piccolo gioiello medievale e tra i luoghi di culto più antichi della città, riconosciuto come “Luogo del Cuore” del FAI. Scoperta nel 1987 grazie all’intuizione di Duccio Belgiorno, custodisce un ambiente di circa 45 metri quadrati impreziosito da un ciclo pittorico di stile bizantino di straordinario valore. Al centro spicca il Cristo Pantocratore, racchiuso in una mandorla e circondato da angeli, un’immagine di forte impatto che rende questo sito unico nel panorama artistico della Sicilia sud-orientale. Il restauro, finanziato dal FAI anche grazie alle donazioni, ha restituito alla comunità un bene di inestimabile valore. Le visite saranno curate dagli studenti del Liceo Linguistico “Giovanni Verga” e dell’Istituto Comprensivo “Santa Marta – E. Ciaceri”.
Le visite nelle tre aperture saranno inoltre arricchite dalla presenza delle Guide LIS dell’Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Ragusa, a garanzia di una fruizione sempre più inclusiva.
«Per il FAI – sottolinea Gisella Scollo – si tratta di un passo significativo verso una fruizione sempre più accessibile del patrimonio, in linea con l’idea di un bene culturale davvero aperto a tutti».
Infine, l’appello alla partecipazione: «Partecipare alle Giornate FAI di Primavera – ricorda Gisella Scollo – significa non soltanto visitare luoghi straordinari, ma contribuire concretamente alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio comune, affinché possa essere trasmesso alle generazioni future».
Il contributo libero dei visitatori rappresenta infatti un gesto semplice ma fondamentale: ogni donazione sostiene il lavoro quotidiano del FAI e si traduce in interventi concreti a difesa della bellezza.
Le Giornate FAI di Primavera diventano così non solo un’occasione di scoperta, ma anche un atto di responsabilità collettiva: un modo concreto per “dare vita” all’articolo 9 della Costituzione e proteggere i luoghi che raccontano la nostra storia.
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