Aeroporto di Catania chiuso. Passeggeri nel caos: “Ci hanno lasciati al nostro destino, senza indicazioni"
Alcuni voli, cancellati a Catania, vengono dirottati su Palermo, Trapani o Comiso nel tentativo di salvare almeno una parte del programma di viaggio.

Voli cancellati, viaggiatori costretti a cercare soluzioni alternative e informazioni che, secondo alcune testimonianze, tardano ad arrivare. È il caos che questa mattina accompagna lo stop all’aeroporto di Catania, dove l’emissione di cenere vulcanica dall’Etna ha imposto la sospensione dei voli in arrivo fino alle 16.
La situazione è tornata critica a Catania-Fontanarossa nella mattinata di oggi, 14 settembre, dopo una nuova emissione di cenere dall’Etna. La nube vulcanica ha raggiunto un’altezza stimata di circa quattro chilometri e l’allerta per l’aviazione è stata portata al livello rosso.
A far emergere anche il volto umano dell’emergenza sono le testimonianze dei passeggeri rimasti a terra. Tra loro c’è chi racconta di essere stato lasciato senza indicazioni precise e di essersi dovuto organizzare autonomamente per cercare un’alternativa.
“Volo cancellato, stiamo comprando i biglietti da Palermo per Parigi”
«Volo cancellato a Catania Terminal C». È il messaggio che racconta la situazione vissuta questa mattina da alcuni viaggiatori.
Alla domanda sulle informazioni ricevute in aeroporto, la risposta è secca: “Nessuna indicazione”.
E così, di fronte all’incertezza, alcuni passeggeri hanno deciso di cercare autonomamente una soluzione, ad esempio rinunciando a partire da Catania e cercando di partire da altri aeroporti per non perdere le agognate vacanze: «Stiamo comprando i biglietti da Palermo per Parigi», ci raccontano.
Una corsa contro il tempo per non perdere la possibilità di raggiungere la destinazione, mentre lo scalo etneo resta condizionato dalla presenza della cenere vulcanica.
Passeggeri costretti a cercare alternative: “Abbandonati al loro destino”
Il disagio non riguarda soltanto la cancellazione del volo. A pesare è soprattutto l’incertezza sulle modalità con cui riprogrammare il viaggio.
La SAC, società che gestisce l’aeroporto, ha invitato i passeggeri a verificare con la propria compagnia aerea lo stato del volo prima di recarsi in aeroporto, annunciando ulteriori aggiornamenti.
Ma per chi è già al Terminal C o ha ricevuto la cancellazione del volo, il problema è concreto: trovare un altro collegamento, eventualmente da Palermo o da un altro aeroporto siciliano, può significare acquistare nuovi biglietti e sostenere ulteriori costi.
Cenere dell’Etna, chiuso il settore C1: stop agli arrivi fino alle 16
La sospensione è stata disposta dopo l’emissione di cenere vulcanica in atmosfera e in considerazione della direzione dei venti prevalenti in quota. La SAC ha comunicato la chiusura dello spazio aereo corrispondente al settore C1, con la conseguente sospensione dei voli in arrivo fino alle 16 di oggi.
L’attività dell’Etna ha quindi nuovamente effetti pesanti sul traffico aereo siciliano. I voli possono subire cancellazioni, ritardi o dirottamenti e la situazione resta legata all’evoluzione della nube di cenere e alle successive disposizioni operative.
Palermo diventa l’alternativa per chi deve partire
In questo scenario Palermo torna a rappresentare uno degli scali di riferimento per i passeggeri che cercano di salvare i propri programmi di viaggio.
La possibilità di raggiungere il Falcone Borsellino e partire da Palermo può però comportare trasferimenti aggiuntivi, nuovi biglietti e una complessa riorganizzazione, soprattutto per chi ha coincidenze o viaggi internazionali già programmati.
Per questo la raccomandazione resta quella di non recarsi a Catania senza aver verificato prima lo stato effettivo del proprio volo con la compagnia aerea.
L’Etna torna a condizionare i voli: una mattinata di disagi
L’episodio di oggi riporta alla luce una delle principali criticità dello scalo etneo: la presenza di cenere vulcanica può rendere necessarie limitazioni o sospensioni del traffico aereo per ragioni di sicurezza.
Questa volta lo stop agli arrivi è stato fissato, al momento, fino alle 16, ma l’evoluzione della situazione sarà determinante per capire se il traffico potrà tornare regolare o se saranno necessarie ulteriori misure.
Intanto, nei terminal, la parte più difficile resta quella vissuta dai passeggeri: capire cosa fare, dove ripartire e come non perdere il proprio viaggio.
Come possono tutelarsi i passeggeri?
Le compagnie stanno avvisando i passeggeri con messaggi e notifiche. Alcuni voli vengono cancellati, altri dirottati su Palermo, Trapani o Comiso nel tentativo di salvare almeno una parte del programma. È un contesto in cui il vettore non ha responsabilità diretta. Un’eruzione vulcanica rientra infatti tra le circostanze eccezionali previste dal Regolamento Europeo 261/2004, e quindi non scatta la compensazione pecuniaria. Ma la tutela del passeggero non finisce qui.
Il Regolamento stabilisce che, quando la compagnia non riesce a garantire un’assistenza adeguata, il viaggiatore può ottenere il rimborso delle spese sostenute per raggiungere comunque la destinazione finale. È un diritto spesso ignorato, ma decisivo in situazioni come questa. Chi riceve una riprotezione fissata nei giorni successivi può scegliere di non accettarla e organizzarsi autonomamente per raggiungere la meta prefissata. La condizione essenziale è quella di conservare la prenotazione originale e ogni ricevuta, scontrino o fattura che documenti le spese affrontate. Senza quella traccia, il rimborso diventa impossibile.
Lo stesso vale per i voli operati ma dirottati su altri scali. Anche in questo caso la compagnia ha l’obbligo di assistere il passeggero nel completare il viaggio da e per Catania. Se ciò non avviene, il viaggiatore può provvedere da sé e chiedere il rimborso successivo, sempre nel limite della ragionevolezza, senza soluzioni eccessive e niente costi sproporzionati rispetto alla situazione.
«I passeggeri che subiranno disservizi a causa dell’eruzione dell’Etna – spiega Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso – possono fare riferimento al Regolamento 261/2004. Se non vengono riprotetti, hanno diritto al rimborso di tutti i costi sostenuti che coinvolgono l’aeroporto di Catania per via dell’eruzione Etna. È fondamentale conservare ogni ricevuta e ricordare che le spese devono essere ragionevoli».
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