Animali senza diritti: cane sepolto illegalmente, scatta la denuncia a Comiso

Un cane di appena un anno, privo di microchip, morto sul balcone e sepolto illegalmente. È questo il drammatico quadro emerso a seguito di un intervento delle guardie zoofile di Stop Animal Crimes Italia tra i comuni di Comiso e Vittoria.
L’indagine è partita da una segnalazione corredata da fotografie, che indicava la presunta presenza di un cane deceduto sul balcone di una palazzina a Comiso. Le guardie zoofile hanno effettuato un sopralluogo nell’abitazione indicata e, a seguito di ulteriori accertamenti, sono riuscite a rintracciare la carcassa dell’animale, sepolta in un terreno nel territorio comunale di Vittoria.
Il cane, un volpino di nemmeno un anno di età, è risultato sprovvisto di microchip, in violazione delle normative vigenti. La polizia giudiziaria zoofila ha quindi trasmesso una notizia di reato alla Procura della Repubblica di Ragusa, che ha portato alla denuncia di una donna di 25 anni (articolo 544 bis del Codice Penale).
L’Autorità Giudiziaria ha convalidato il sequestro della carcassa per consentire ulteriori accertamenti, compresa la possibile disposizione di un’autopsia per chiarire le cause del decesso.
Il caso riaccende i riflettori su una pratica purtroppo ancora diffusa: ignorare l’obbligo di microchippatura e le procedure legali da seguire alla morte di un animale domestico. La sepoltura di un cane, infatti, è consentita solo previa comunicazione all’ASP veterinaria competente e secondo modalità precise, a tutela della salute pubblica e per prevenire la diffusione di malattie.
Secondo Stop Animal Crimes Italia, nelle regioni del Sud e in particolare in Sicilia, la vigilanza sul rispetto delle leggi a tutela degli animali da parte delle autorità pubbliche preposte – Polizie Locali e ASP veterinarie – risulta spesso carente o del tutto assente, favorendo comportamenti illeciti e l’impunità.
«Il cane aveva meno di un anno di vita e non era microchippato. Le leggi sul benessere animale vengono puntualmente disattese», spiega Antonio Colonna, responsabile nazionale delle guardie zoofile di Stop Animal Crimes Italia. «Seppellire un cane senza microchip in un terreno, senza avvisare l’ASP, equivale a seppellire un cane fantasma. Esistono regole precise anche per la tutela della salute pubblica».
Le guardie zoofile annunciano che continueranno a battere il territorio per garantire il rispetto delle leggi e dei diritti degli animali. L’associazione segue inoltre un altro caso a Comiso, relativo a un cane detenuto con una catena di appena un metro su una strada pubblica, per il quale sono in corso verifiche e raccolta di prove.
Stop Animal Crimes Italia invita cittadini e amanti degli animali a segnalare situazioni di abuso, a diventare guardie zoofile che opera su tutto il territorio nazionale senza sovvenzioni pubbliche o private.
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