Etna, chiude anche aeroporto Comiso: voli sospesi fino alle 16. Catania resta fermo fino alle 2 di Ferragosto

La cenere vulcanica invade anche la pista del Pio La Torre di Comiso e costringe SAC a sospendere arrivi e partenze. L’emergenza aeroportuale siciliana si allarga proprio alla vigilia di Ferragosto: Fontanarossa resterà chiuso fino alle 2 del 15 agosto
Non c’è tregua per gli aeroporti siciliani. Dopo giorni di disagi, cancellazioni e voli dirottati, anche l’aeroporto di Comiso torna a fermarsi a causa della cenere dell’Etna.
SAC, la società che gestisce gli scali di Catania e Comiso, ha comunicato questa mattina la sospensione delle attività di volo in arrivo e partenza al Pio La Torre fino alle 16 di oggi, venerdì 14 agosto. La decisione si è resa necessaria a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e della conseguente contaminazione dell’infrastruttura aeroportuale da cenere vulcanica.
Una nuova tegola proprio nel giorno che precede Ferragosto, quando gli aeroporti siciliani sono sottoposti alla massima pressione dell’anno.
Il quadro è particolarmente delicato perché lo stop di Comiso arriva mentre Catania-Fontanarossa continua a essere alle prese con una chiusura prolungata.
Per Catania SAC ha disposto la sospensione dei voli in arrivo e in partenza fino alle 2 di sabato 15 agosto, a causa della presenza di cenere vulcanica e della necessità di mantenere chiusi gli spazi aerei interessati.
Di fatto, dunque, la Sicilia orientale si ritrova ancora una volta con il principale aeroporto fermo e con il secondo scalo dell’area costretto a sospendere temporaneamente le operazioni.
E proprio Comiso, in questi giorni, ha rappresentato uno degli scali chiamati ad assorbire parte del traffico dirottato da Catania.
L’emergenza dell’Etna ha ormai assunto dimensioni eccezionali. SAC ha comunicato che tra il 6 e il 12 agosto circa 630 voli previsti a Catania sono stati dirottati verso altri aeroporti, mentre sullo scalo erano programmati circa 1.974 voli e circa il 36% è stato cancellato.
Palermo, Trapani e Comiso sono stati coinvolti nella redistribuzione del traffico, con conseguenze inevitabili anche sulla mobilità terrestre.
Il problema, infatti, non si ferma davanti ai cancelli degli aeroporti. Ogni volo dirottato significa passeggeri da trasferire, autobus da organizzare, treni da potenziare, alberghi da trovare e informazioni da fornire.
E in questi giorni proprio l’organizzazione e le informazioni ai passeggeri sono diventate uno dei punti più delicati dell’emergenza.
Lo scalo ragusano si ritrova così in una situazione paradossale: da aeroporto chiamato a contribuire a gestire l’emergenza di Catania, si trova a sua volta condizionato dalla stessa cenere vulcanica.
Non è la prima volta in questi giorni che Comiso viene interessato dalla presenza di cenere e deve sospendere temporaneamente le operazioni. Ma lo stop di oggi arriva in un momento particolarmente delicato, con migliaia di persone in movimento per il Ferragosto e con il sistema aeroportuale siciliano già sottoposto a una pressione straordinaria.
Per i passeggeri con voli programmati oggi la raccomandazione resta quella di non recarsi in aeroporto senza avere prima verificato lo stato del proprio volo con la compagnia aerea.
La situazione, infatti, può cambiare rapidamente in relazione all’evoluzione dell’attività dell’Etna e alla presenza di cenere nell’atmosfera e sulle infrastrutture aeroportuali.
Il paradosso nel paradosso
La pagina social dell’aeroporto di Comiso è ferma a due giorni fa con i passeggeri impossibilitati ad avere informazioni dirette e rapide. Altro paradosso di questa vicenda complessa.
La nuova chiusura di Comiso rende ancora più complicata una situazione che già nei giorni scorsi ha lasciato migliaia di viaggiatori alle prese con cancellazioni, riprotezioni, trasferimenti verso altri aeroporti e costi aggiuntivi.
La Regione ha annunciato il potenziamento dei collegamenti ferroviari e su gomma tra gli aeroporti siciliani, mentre la Protezione civile è stata mobilitata negli scali per fornire assistenza e informazioni.
Ma il problema resta quello di una rete che deve fare i conti contemporaneamente con due aeroporti in difficoltà, proprio nel momento di massimo traffico.
Catania, al momento, guarda alla notte di Ferragosto: la sospensione è fissata fino alle 2 del 15 agosto. Comiso, invece, dovrà attendere almeno fino alle 16 di oggi per capire se potrà tornare operativo.
Tutto dipenderà ancora una volta dall’Etna, dalla cenere e dalle condizioni di sicurezza per la navigazione aerea.
Intanto, per chi deve partire o arrivare in Sicilia, la vacanza continua a essere appesa a un tabellone elettronico. E il Ferragosto, per migliaia di passeggeri, rischia ancora una volta di iniziare a terra, anziché in volo.
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