"La mia casa trasformata in bivacco e distrutta": brutta disavventura di una donna nel centro storico di Comiso

Per un mese, forse due, hanno vissuto e bivaccato in una casa del centro storico. Una casa arredata di tutto punto, ma abitata solo poche settimane l’anno perché i proprietari vivono nel Lazio.
Nell’assenza della proprietaria (Elisa, il nome è di fantasia), qualcuno ha deciso di entrare nella sua casa, nelle stradine del quartiere Matrice, e di abitarla vivendo e bivaccando lì. Probabilmente per un mese o due. Al suo arrivo la proprietaria ha trovato sporcizia e il degrado più assoluto: “Hanno dormito nei miei letti, cucinato e lasciato i piatti e le pentole sporche sui letti, hanno aperto gli armadi e hanno gettato a terra la biancheria e i vestiti, hanno sporcato materasso e piumoni, hanno lasciato delle scritte sui muri e sugli specchi appesi alle pareti. La casa è praticamente inservibile. Ho chiamato i carabinieri e ho presentato la denuncia. Ma intanto la casa è inabitabile e io, che sono arrivata insieme a un nipotino, sono stata ospite da alcuni parenti, altrimenti avrei dovuto pagare un B&B”.
Ma c’è di più. All’interno della casa la donna ha trovato alcuni oggetti che non sono suoi. “C’era una cassaforte divelta da una base in legno, forse un armadio e un anello in argento non mio. Probabilmente hanno rubato altrove la cassaforte e l’hanno portata qui. Ho telefonato nuovamente ai carabinieri e mi hanno chiesto di portare questi reperti in caserma. Mi sarei aspettata che venissero loro a prelevarli”.
In casa sono stati trovati anche altri oggetti, che potrebbero diventare altrettanti indizi. “C’erano alcuni tagliandi del lotto, con giocate del 5, 7 e 11 dicembre. C’era un libretto postale intestato a un ragazzo tredicenne. Non sarà difficile per gli inquirenti risalire a lui e capire come è stato trafugato il libretto. L’ultimo versamento era stato fatto nei primi giorni di gennaio. Quindi chi ha abitato e distrutto la mia casa, ha vissuto qui almeno un mesetto. Saranno poi andati via, probabilmente perché, senza corrente elettrica, l’approvvigionamento idrico non funziona. Finita l’acqua avranno deciso di abbandonare la casa”.
Per Elisa, che vive nella zona di Roma, quella casa è un po’ il luogo del cuore. “La mia famiglia è originaria di Comiso – racconta – poi i miei si sono spostati altrove. Questa era la casa natale di mia nonna. Attraverso vendite tra gli eredi, sono riuscita ad acquistarla. Anche i miei figli hanno acquistato una casetta a Comiso, ma non vivono qui. Di recente, avevo anche venduto una casa al mare e tutti i suppellettili, la biancheria, i letti erano lì’, in attesa di utilizzarli altrove. Ovviamente ho gettato via tutto. Ho chiamato una squadra di pulizie, ma anche dei pittori che dovranno ritinteggiare i muri. Ho trovato le bombolette spray con la vernice dei carrozzieri e con quella hanno imbrattato i muri. I danni per me sono ingenti. Ma soprattutto mi sento violentata, sono dovuta entrare in una casa ridotta a un letamaio. I ladri hanno anche portato via alcuni oggetti: il folletto, un televisore, il forno elettrico e il microonde, la stufa e altri oggetti per la casa. Il resto lo hanno pressoché distrutto e reso inutilizzabile”.
Elisa vive a 1000 chilometri di distanza. Non sapeva nulla di ciò che era accaduto nella sua casa. Qualcuno l’ha avvertita telefonicamente. Dal sagrato della Chiesa Madre si è accorto che la porta del terrazzo era aperta. pensava che Elisa fosse arrivata a Comiso e aveva telefonato con la gioia di poterla incontrare. Invece la donna era a casa sua, nel Lazio. “Appena possibile ho preso l’aereo e sono arrivata. Ho portato con me il nipotino di 9 anni. Quando sono arrivata non sono riuscita ad aprire la porta. Ho chiamato i carabinieri che sono riusciti a entrare da una porta finestra laterale. La porta di casa era stata barricata con una scala e dei bastoni. Ma soprattutto, appena entrata, ho sentito la puzza e ho visto la devastazione. Il mio nipotino, che era con me, è stato traumatizzato”.
Elisa ripartirà tra qualche giorno per far rientro nella sua città. “Prima di andar via vorrei incontrare il sindaco. Sono andata al comune ma non c’era. Spero di riuscire a incontrarla prima di andar via. C’è un problema di sicurezza e di criminalità, che riguardale forze dell’ordine, ma c’è anche un problema di degrado urbano: le stradine del quartiere Matrice dove si trova la mia casa sono sporche, piene di erbacce. Quando ritorno per una settimana o due di ferie, devo preoccuparmi ogni volta di segnalare il degrado e di chiedere un intervento di pulizia. Possibile che debba sempre farlo io? Queste strade sono abbandonate e mi risulta siano anche luoghi di spaccio. Chi vive in questa zona ha paura, spesso non può uscire la sera da solo”.
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