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Quando Catania chiude, a Comiso scatta un’altra emergenza: quella che i passeggeri non vedono

30 settembre 2026 alle ore 06:41
Cosa c'entra Comiso

Quando l'aeroporto di Catania chiude, Comiso gestisce un volume di traffico superiore, causando sovraccarico per i lavoratori e la necessità di doppi turni.

Quando Catania chiude, a Comiso scatta un’altra emergenza: quella che i passeggeri non vedono

Quando Catania chiude, a Comiso scatta un’altra emergenza: quella che i passeggeri non vedono

Ogni volta che l’Etna mette in difficoltà l’aeroporto di Catania, una parte dei voli viene dirottata su Comiso. Per i passeggeri significa spesso disagi, cambi di programma e trasferimenti. Ma dietro l’emergenza che tutti vedono ce n’è un’altra, molto meno visibile: quella dei lavoratori dell’aeroporto di Comiso, chiamati improvvisamente a gestire un volume di traffico molto superiore all’ordinario con gli organici disponibili. È su questo aspetto che CGIL Ragusa e Filt CGIL accendono i riflettori dopo un sopralluogo effettuato nello scalo. Il segretario generale della CGIL di Ragusa Giuseppe Roccuzzo e quello della Filt CGIL Ragusa Filippo Scollo hanno incontrato lavoratori e operatori per verificare direttamente cosa accade quando Comiso deve trasformarsi, nel giro di poche ore, nello scalo di supporto di Fontanarossa.

Doppi turni quando arriva l’emergenza

Il problema, secondo il sindacato, non riguarda soltanto piste, collegamenti o infrastrutture. Riguarda soprattutto le persone che devono far funzionare l’aeroporto.Quando Catania subisce limitazioni e aumentano improvvisamente voli e passeggeri a Comiso, gli addetti devono affrontare picchi di lavoro particolarmente pesanti. Negli ultimi periodi di maggiore traffico, riferiscono CGIL e Filt, l’operatività è stata garantita anche attraverso doppi turni e una forte flessibilità del personale.Una situazione che, secondo il sindacato, non può più essere affrontata come se si trattasse ogni volta di un evento imprevedibile. Le chiusure o le limitazioni di Fontanarossa legate all’attività dell’Etna sono infatti un fenomeno ricorrente e Comiso viene sistematicamente indicato come uno degli scali chiamati ad assorbire parte dell’emergenza. “Non si può costruire un sistema aeroportuale affidandosi ogni volta alla disponibilità e al sacrificio straordinario dei lavoratori”, sottolinea Scollo. Per la Filt servono organici adeguati, una programmazione stabile e condizioni di lavoro sostenibili.

Indispensabili nell’emergenza, poi si torna alla normalità

È proprio questa alternanza a finire nel mirino del sindacato. Quando Catania è in difficoltà, i lavoratori di Comiso diventano indispensabili per sostenere l’aumento improvviso dell’attività. Superata l’emergenza, però, tutto ritorna alla gestione ordinaria. CGIL e Filt contestano proprio questa impostazione: non si può pretendere che siano gli stessi organici a trasformarsi, all’occorrenza, nella “riserva” operativa di un sistema aeroportuale molto più grande. “Quando c’è un’emergenza queste professionalità diventano indispensabili, poi si rischia di tornare a considerarle come una variabile da adattare alle esigenze del momento”, osserva Scollo.

CGIL e Filt: Comiso non può essere il piano B di Catania

Da qui la richiesta di cambiare completamente modello. Per Roccuzzo e Scollo, se Comiso deve svolgere stabilmente una funzione di supporto a Catania, questa funzione deve essere programmata prima dell’emergenza, prevedendo personale, organizzazione, infrastrutture e collegamenti adeguati. Il sindacato chiede quindi un vero piano operativo integrato tra i due aeroporti, capace di stabilire preventivamente cosa debba accadere quando Fontanarossa riduce la propria capacità operativa. Il potenziamento dello scalo ibleo, secondo CGIL e Filt, non può dunque essere misurato soltanto in termini di nuovi voli o investimenti infrastrutturali. Deve esserci un secondo pilastro: più occupazione stabile e organici dimensionati anche rispetto alla funzione che Comiso è ormai chiamato periodicamente a svolgere.Perché dietro ogni volo trasferito, ogni aereo che atterra e ogni passeggero che improvvisamente arriva a Comiso ci sono lavoratori che devono gestirlo. Ed è proprio questo il punto della denuncia sindacale: l’emergenza di Catania non può trasformarsi, ogni volta, nell’emergenza lavorativa di Comiso.

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