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Stalking e maltrattamenti: comisano assolto dalle accuse

10 febbraio 2026 alle ore 16:25
Cosa c'entra Comiso

Un cinquantenne di Comiso è stato assolto dalle accuse di maltrattamenti in famiglia, stalking e violazione dell’obbligo di mantenimento.

Stalking e maltrattamenti: comisano assolto dalle accuse

Stalking e maltrattamenti: comisano assolto dalle accuse

Maltrattamenti in famiglia aggravati dall’averli commessi davanti al figlio, stalking e violazione dell’obbligo di corresponsione dell’assegno di mantenimento. Per un cinquantenne di Comiso, al termine della requisitoria, il pubblico ministero Martina Dall’Amico, aveva chiesto l’assoluzione con formula dubitativa per il reato di maltrattamenti ma la condanna a 5 anni e 6 mesi per stalking e l’assegno di mantenimento. La ex compagna – ha ricordato la pubblica accusa – era stata sentita dal Tribunale collegiale, ma nel corso della sua deposizione aveva ridimensionato i fatti, in alcuni casi quasi giustificando i comportamenti dell’ex compagno, pur avendo dichiarato che l’uomo spesso era in stato di alterazione psicofisica dovuta all’abuso di alcool. All’uomo, difeso dall’avvocato Raffaele Catalano, nel corso del procedimento avviato per fatti avvenuti dal 2022, era stato imposto prima il divieto di avvicinamento e poi la misura era stata aggravata ed è oggetto di un procedimento parallelo. Nella sua arringa, il difensore dell’uomo aveva ricordato la configurabilità dello stalking, reato che si innesterebbe dal momento in cui si era interrotta la convivenza, e che nell’arco degli anni, sarebbero stati due gli episodi, che si sarebbero verificati in un’unica giornata. La donna, poi, nel corso del processo aveva anche rimesso la querela. Nelle conclusioni, il difensore dell’uomo ha chiesto l’assoluzione con formula piena da tutti i reati, in subordine, con formula dubitativa. Il Tribunale collegiale (Manenti, Aprile, La Terra), al termine della camera di consiglio, ha assolto l’uomo con la formula piena; per lo stalking e i maltrattamenti perché “il fatto non sussiste” e con la dicitura del “perché il fatto non costituisce reato” per la violazione dell’obbligo di versamento dell’assegno di mantenimento.

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