Auto bruciata vicino al Parco Serra San Bartolo
La carcassa di un’automobile completamente bruciata e abbandonata a pochi passi dal Parco di Serra San Bartolo, a Vittoria. È quanto hanno scoperto oggi alcuni volontari ambientalisti durante una delle loro consuete uscite sul territorio.
Il mezzo è stato individuato in un’area che, da una prima osservazione, sembrerebbe ricadere all’interno di un terreno privato. Al momento non sono note né le circostanze nelle quali l’auto sia stata distrutta dalle fiamme né da quanto tempo si trovi in quel punto.
La presenza della carcassa è stata immediatamente segnalata agli organi competenti affinché possano essere effettuati gli accertamenti del caso.
A fare la scoperta è stato un gruppo di volontari accomunati dalla passione per la bicicletta e la mountain bike e, soprattutto, dall’attenzione per la tutela dell’ambiente. Nel tempo libero percorrono strade e campagne della provincia di Ragusa, concentrando le proprie uscite soprattutto nei territori di Vittoria, Acate, Comiso, Santa Croce Camerina, Ragusa, Pedalino e Chiaramonte Gulfi.
Pedalando lungo strade principali e percorsi di campagna, documentano situazioni di degrado ambientale, fotografando e segnalando discariche abusive, accumuli di rifiuti, incendi e altre criticità incontrate lungo il cammino.
Particolare attenzione viene riservata proprio alle aree che circondano il Parco di Serra San Bartolo, dove i volontari riferiscono di avere più volte riscontrato la presenza di rifiuti e discariche abusive.
«Una scena che lascia amarezza e che testimonia, ancora una volta, quanto sia necessario aumentare la vigilanza sul territorio», spiegano dopo il ritrovamento dell’auto.
Da qui la richiesta affinché le zone interessate dagli abbandoni vengano bonificate e successivamente sottoposte a controlli più assidui, utilizzando, laddove possibile, anche i sistemi di videosorveglianza e le telecamere a disposizione dei Comuni. L’obiettivo è duplice: scoraggiare nuovi episodi di abbandono indiscriminato dei rifiuti e riuscire a risalire agli eventuali responsabili.
«Noi continueremo a fare la nostra parte, nel nostro tempo libero, perché amiamo questa terra e non possiamo rimanere indifferenti davanti al suo degrado – concludono i volontari –. Il territorio non è una discarica. È casa nostra e abbiamo il dovere di proteggerlo».



