Morì tra i filari a Roccazzo, domani il rito musulmano
Il responsabile della comunità islamica di Comiso sta gestendo le pratiche per il rimpatrio. Hisham Karkar viveva a Comiso da oltre trent'anni e due delle sue figlie risiedono lì.

Si chiamava Hisham Karkar il cittadino tunisino di circa 55 anni morto improvvisamente mentre lavorava nelle campagne di Roccazzo, nel territorio di Chiaramonte Gulfi. Dopo gli accertamenti effettuati nelle scorse ore e la restituzione della salma alla famiglia, adesso si stanno definendo gli ultimi passaggi per consentire il rimpatrio in Tunisia.
Domani, a mezzogiorno, al cimitero di Vittoria si svolgeranno la preghiera, il lavaggio rituale della salma e il rito funebre musulmano, secondo la tradizione islamica.
Subito dopo inizierà il viaggio verso Palermo, da dove si spera di poter procedere già venerdì con il trasferimento in aereo.
A seguire tutte le pratiche è Zouhier Amor, responsabile della comunità islamica di Comiso, che fin dalle ore successive alla tragedia si è attivato per assistere la famiglia e rendere possibile il ritorno della salma nel Paese d’origine.
L’iter burocratico è ancora in corso e si attende la conferma definitiva necessaria per organizzare il trasferimento. Se tutte le autorizzazioni arriveranno nei tempi sperati, la salma potrebbe partire venerdì dall’aeroporto di Palermo, fare scalo a Roma e proseguire quindi verso la Tunisia, dove dovrebbe arrivare nella stessa mattinata.
Qualora non fosse possibile rispettare questa prima programmazione, l’obiettivo è comunque quello di far arrivare Hisham Karkar nel suo Paese entro sabato mattina.
Karkar viveva a Comiso da più di trent’anni e da altrettanto tempo lavorava nell’azienda agricola di Roccazzo dove, nei giorni scorsi, è stato colto dal malore che non gli ha lasciato scampo.
L’uomo si trovava tra i filari di una vigna e stava conducendo un trattore quando, poco dopo le 13, è stato colpito da quello che, secondo gli accertamenti effettuati, sarebbe stato un infarto.
Dopo il malore era caduto dal mezzo, mentre il trattore, rimasto senza conducente, aveva proseguito la propria corsa per alcuni metri fino a fermarsi contro un palo.
Sul corpo erano state riscontrate alcune ferite, circostanza che aveva reso necessario un approfondimento medico-legale per chiarire con certezza la dinamica. L’ispezione cadaverica, effettuata al cimitero di Vittoria, aveva consentito di stabilire che le lesioni erano successive al decesso. La salma era stata quindi restituita ai familiari.
Hisham Karkar lascia tre figlie. Due vivono a Comiso, mentre la terza studia in Belgio ed è rientrata dopo avere appreso della morte del padre. Circa sedici anni fa la famiglia aveva già affrontato la perdita della moglie dell’uomo.
Proprio una delle figlie aveva avuto l’ultimo contatto con il padre intorno alle 13 del giorno della tragedia. Lo aspettava per pranzo e, non vedendolo rientrare e non riuscendo più a contattarlo, si era recata insieme al marito nell’azienda agricola dove lavorava.
Dopo oltre trent’anni trascorsi nel territorio comisano, adesso per Hisham Karkar si prepara l’ultimo viaggio verso la Tunisia. Prima, domani a Vittoria, la comunità islamica e i familiari si raccoglieranno per l’ultimo saluto secondo il rito musulmano.



