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Truffa del falso incidente a Comiso: denunciato un 50enne

16 ottobre 2026 alle ore 11:35
Cosa c'entra Comiso

La vicenda ha avuto inizio con una chiamata a una donna residente a Comiso. La donna e la figlia si sono poi recate al Commissariato di P.S. di Comiso per denunciare il tentativo di truffa.

Truffa del falso incidente a Comiso: denunciato un 50enne

La Polizia di Stato denuncia un 50enne, titolare di un’attività di rivendita di servizi telefonici, ritenuto responsabile dei reati di truffa, favoreggiamento e falsità ideologica.

La vicenda ha avuto inizio con la chiamata giunta sull’utenza domestica di una donna residente a Comiso. Un malintenzionato, spacciandosi per un appartenente alle forze dell’ordine, ha raccontato alla vittima che la figlia, dopo aver attraversato un incrocio con il semaforo rosso, aveva travolto una donna in stato di gravidanza. Sfruttando la forte ansia e la preoccupazione generate dal racconto, il truffatore ha mantenuto la donna al telefono per circa un’ora, chiedendole di raccogliere la somma di 7.000 euro e tutti i gioielli in suo possesso a titolo di risarcimento immediato, sostenendo che fosse l’unico modo per far rilasciare la figlia.

Nonostante il forte momento di smarrimento, la donna è riuscita a interrompere la conversazione telefonica e a contattare direttamente la figlia. Compreso subito il tentativo di raggiro, quest’ultima ha raggiunto la madre e insieme si sono recate presso il Commissariato di P.S. di Comiso per sporgere denuncia.

Le immediate indagini avviate dagli investigatori della Polizia di Stato hanno consentito di risalire alla numerazione telefonica utilizzata per la chiamata. Gli accertamenti hanno evidenziato che la scheda SIM era stata attivata senza un corretto inserimento dei dati anagrafici del reale utilizzatore. L’attività investigativa ha quindi fatto luce sulle responsabilità del cinquantenne, rivenditore autorizzato di servizi telefonici, il quale aveva registrato falsi dati nei registri obbligatori a disposizione delle autorità, omettendo i dovuti controlli documentali. L’uomo è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.

L’operazione s’inserisce nell’ambito della costante campagna di sensibilizzazione e prevenzione condotta dalla Polizia di Stato della provincia di Ragusa a tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione e rinnova l’invito a non consegnare mai denaro o oggetti di valore: LE FORZE DI POLIZIA NON CHIEDONO MAI DENARO O ORO A DOMICILIO. In caso di dubbi o contatti sospetti, l’invito è di non aprire la porta e chiamare immediatamente il numero unico di emergenza 112.