Comiso, il Comune chiarisce il caso della donna nigeriana
L'amministrazione comunale di Comiso è intervenuta sul caso di una donna nigeriana senza fissa dimora, offrendole assistenza che è stata rifiutata.

L’amministrazione comunale di Comiso interviene sul caso della donna nigeriana che da tempo vive in città dormendo in sistemazioni di fortuna. Secondo quanto riferito dall’assessore ai Servizi sociali Salvatore Romano, il Comune avrebbe attivato gli strumenti di assistenza previsti, ma la donna avrebbe rifiutato ogni proposta di accoglienza.
Romano spiega che, su richiesta del sindaco Maria Rita Schembari e dell’assessorato ai Servizi sociali, gli operatori comunali hanno preso contatto con la donna proponendole l’accesso al Pronto intervento sociale (PIS), un servizio che prevede il collocamento in una struttura di accoglienza con vitto e alloggio.
Per facilitare il dialogo è stato coinvolto anche un interprete, poiché la donna parla esclusivamente inglese. L’assessore riferisce che le assistenti sociali hanno illustrato il funzionamento del servizio, ma la proposta sarebbe stata respinta.
Secondo Romano, la donna è regolarmente presente sul territorio italiano, è in possesso dei documenti necessari e non avrebbe manifestato comportamenti tali da rappresentare un pericolo per sé o per gli altri. Per questo motivo, aggiunge l’assessore, non esistono i presupposti giuridici per imporre un ricovero o un trasferimento in una struttura contro la sua volontà.
«Non la si può costringere ad accettare un ricovero, anche perché non esiste una legge che lo consenta in situazioni come questa», afferma Romano, rispondendo alle critiche sulla presunta assenza di assistenza da parte del Comune.
L’assessore sostiene infine che gli uffici dei Servizi sociali intervengono quotidianamente a favore delle persone in difficoltà utilizzando gli strumenti previsti dalla normativa, dalle richieste di trattamento sanitario obbligatorio, quando ricorrono i presupposti di legge, fino all’inserimento nelle strutture di accoglienza. Sul caso della donna nigeriana, allo stato delle informazioni diffuse dall’amministrazione comunale, non risultano ulteriori provvedimenti oltre alle offerte di assistenza che sarebbero state rifiutate.



