Pasqua a Comiso 2026 | Il rito della Paci e la tradizione

Migliaia di fedeli in piazza per l’incontro tra il Cristo Risorto e l’Annunziata, una tradizione che si rinnova nel cuore del centro storico casmeneo. Comiso ha celebrato la Pasqua 2026 ritrovando il battito profondo della sua tradizione più autentica: l’incontro tra il Cristo Risorto e la Vergine Annunziata. La città si è stretta attorno ai simulacri in un abbraccio collettivo che fonde devozione religiosa e senso di appartenenza.
La domenica di Pasqua è iniziata all’alba con il suono festoso delle campane della Basilica e lo sparo dei “Sarvi Rigghina”, segnali che hanno dato il via ufficiale ai festeggiamenti. Le bande musicali hanno percorso le vie del centro, preparando l’atmosfera per il momento culminante della mattinata: l’uscita dei simulacri e il primo incontro di “Paci”.
Intorno a metà mattina, Gesù Risorto e Maria Santissima Annunziata hanno fatto il loro ingresso trionfale in una piazza gremita, tra una pioggia di volantini colorati e cori inneggianti. La processione ha poi toccato i luoghi simbolo della città, tra cui la scalinata, piazza Fonte Diana, via degli Studi e il santuario dell’Immacolata, prima di una sosta devozionale presso la chiesa di San Leonardo.
La “Paci” di Comiso: un patrimonio immateriale tra storia e letteratura
Il rito della Pasqua a Comiso affonda le sue radici in secoli di storia ed è strettamente legato alla Basilica dell’Annunziata, ricostruita dopo il terremoto del 1693. La particolarità della “Paci” risiede nella gestualità: i simulacri vengono avvicinati e allontanati per tre volte, accompagnati dal canto del “Regina Coeli”, in un cerimoniale che simboleggia la gioia dell’incontro dopo il lutto del Venerdì Santo.
Questo evento non è solo un atto di fede, ma un pilastro culturale celebrato anche dai grandi della letteratura siciliana. Inevitabile il richiamo alle parole di Gesualdo Bufalino, cittadino illustre di Comiso, che scrisse: “Chi ha visto la luce della Sicilia non può dimenticarla”. Quella luce, durante la Pasqua, si riflette negli occhi dei fedeli rivolti al cielo e nelle mani alzate al passaggio dei simulacri, confermando come la festa sia un “respiro antico” che attraversa le generazioni.
Il valore antropologico della festa attira ogni anno visitatori da tutta l’Isola, contribuendo in modo significativo al turismo religioso e alla valorizzazione del patrimonio barocco locale.
Il percorso della processione e l’atto di affidamento al Risorto
Un momento di forte valore istituzionale si è consumato in piazza Fonte Diana, dove il sindaco ha affidato ufficialmente la città al Risorto. Questo gesto di Pace ha rinnovato la promessa di speranza per l’intera comunità, sottolineando il legame indissolubile tra l’amministrazione civile e le radici cristiane del territorio. Dopo la solenne celebrazione delle 11:30, i simulacri sono rimasti esposti alla venerazione dei fedeli fino alle 15:00.
Nel pomeriggio, la processione ha ripreso il suo cammino verso i quartieri popolosi e le zone residenziali, portando il messaggio della Risurrezione nelle strade della quotidianità. Un ulteriore momento di preghiera si è svolto presso la chiesa di San Giuseppe, prima del rientro verso il centro storico. La lunga giornata si è conclusa a mezzanotte con l’ingresso dei simulacri in Basilica, sigillato dall’ultimo gesto di Pace.



