Stabilizzazione infermieri ASP Ragusa | Nuove assunzioni e Ospedali di Comunità
L'ASP di Ragusa ha attivato nuovi Ospedali di Comunità, tra cui quello di Comiso. Questi ospedali sono stati inaugurati nell'ambito degli investimenti finanziati dal PNRR.

RAGUSA – L’ASP di Ragusa prosegue il percorso di rafforzamento della sanità provinciale con la stabilizzazione di 21 infermieri e l’avanzamento del piano di consolidamento degli organici sanitari, sociosanitari e tecnici. Un intervento che si inserisce in una fase di riorganizzazione della rete assistenziale territoriale, segnata anche dall’attivazione dei nuovi Ospedali di Comunità di Ragusa, Comiso e Scicli.
Con la delibera n. 1173 del 28 maggio 2026, l’Azienda sanitaria provinciale ha formalizzato l’assunzione a tempo indeterminato di 21 infermieri in possesso dei requisiti previsti dalla normativa nazionale sul superamento del precariato nella sanità pubblica. La procedura rientra nell’applicazione dell’articolo 1, comma 268, lettera b), della legge 234 del 2021 e conclude un percorso avviato nei mesi scorsi attraverso la ricognizione del personale avente diritto.
La stabilizzazione degli infermieri rappresenta però solo una parte di un più ampio piano che ha interessato numerose figure professionali del comparto sanitario, sociosanitario e tecnico. Nelle ultime settimane l’Azienda ha infatti portato avanti procedure analoghe che hanno coinvolto infermieri pediatrici, ostetriche, tecnici sanitari di laboratorio biomedico, tecnici sanitari di radiologia medica, fisioterapisti, logopedisti, ortottisti, assistenti sociali, operatori socio-sanitari e operatori tecnici.
L’obiettivo è rafforzare in maniera strutturale gli organici aziendali in una fase particolarmente delicata per il sistema sanitario. Secondo i dati della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, la carenza di infermieri continua infatti a rappresentare una delle principali criticità della sanità italiana, soprattutto nelle regioni del Sud e nelle realtà territoriali chiamate a sostenere la transizione verso i nuovi modelli di assistenza previsti dal PNRR.
Sanità territoriale, il ruolo dei nuovi Ospedali di Comunità
La stabilizzazione del personale coincide con l’apertura simultanea dei nuovi Ospedali di Comunità di Ragusa, Comiso e Scicli, inaugurati dall’ASP nell’ambito degli investimenti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Le tre strutture entrano ufficialmente nella rete della sanità territoriale prevista dal Decreto Ministeriale 77 del 2022, la riforma che ha ridisegnato l’organizzazione dell’assistenza di prossimità in Italia. Gli Ospedali di Comunità sono destinati a pazienti che non necessitano di ricovero ospedaliero ordinario ma che richiedono assistenza infermieristica continuativa, monitoraggio clinico e percorsi riabilitativi.
Secondo quanto comunicato dall’ASP di Ragusa, l’attivazione delle strutture punta a ridurre la pressione sugli ospedali tradizionali e a garantire una presa in carico più vicina ai cittadini, integrando i servizi ospedalieri con quelli territoriali. All’inaugurazione hanno partecipato rappresentanti istituzionali, amministratori locali e autorità civili e religiose.
La coincidenza tra il percorso di stabilizzazione del personale e l’avvio dei nuovi presidi territoriali assume un valore strategico. Le nuove strutture richiedono infatti competenze professionali stabili e personale qualificato per garantire continuità assistenziale e qualità delle cure.
Nella stessa deliberazione relativa agli infermieri, l’ASP sottolinea inoltre che la copertura dei posti risulta coerente con il Piano triennale del fabbisogno del personale e consentirà una riduzione degli incarichi a tempo determinato, con un conseguente contenimento della spesa destinata al lavoro precario.
Il percorso avviato dall’ASP punta a integrare il rafforzamento degli organici con lo sviluppo della sanità territoriale prevista dal PNRR e dal DM 77/2022. La stabilizzazione del personale e l’attivazione delle nuove strutture rispondono alla stessa esigenza: garantire servizi più stabili, continuità assistenziale e una maggiore capacità di presa in carico dei pazienti sul territorio.



