Vittoria, furto con scasso al circolo fotografico Asa25

Un furto che non riguarda soltanto un’associazione, ma l’intera comunità culturale di Vittoria. È questo il sentimento che emerge dopo l’effrazione subita dal Circolo Fotografico ASA25, preso di mira da ignoti che, nelle scorse ore, hanno sfondato la porta d’ingresso della sede nel centro storico e portato via attrezzature tecniche fondamentali per le attività del gruppo.
Secondo quanto denunciato dal direttivo e dai soci, i responsabili avrebbero forzato l’accesso principale, provocando danni alla struttura, per poi impossessarsi di strumenti utilizzati per laboratori, mostre, incontri con autori e iniziative che da anni animano la vita culturale della città. Il valore economico del materiale sottratto non è ancora stato definito con precisione, ma viene descritto come “pesante”, soprattutto perché frutto di investimenti costruiti nel tempo grazie ai contributi volontari degli iscritti.
La sede dell’associazione era stata inaugurata da pochi mesi, un passaggio considerato simbolico per ASA25, che da oltre quindici anni rappresenta un punto di riferimento per gli appassionati di fotografia non solo di Vittoria, ma anche di Comiso, Ragusa, Modica, Chiaramonte Gulfi, Mazzarrone, Marina di Ragusa e perfino della Grecia. Una rete di soci che ha sempre sostenuto il circolo con spirito di partecipazione e condivisione.
«Rubare a un’associazione no‑profit significa rubare a tutta la città e a chi crede nella cultura come punto di incontro», affermano direttivo e soci, sottolineando come le attrezzature trafugate fossero il risultato di anni di lavoro collettivo: macchinari per la camera oscura, strumenti per le maratone fotografiche, materiali per i laboratori formativi e per le attività benefiche che ASA25 ha portato avanti con continuità.
Nonostante l’amarezza, il circolo non intende fermarsi. «Il danno è grave, ma non ci piegherà. Ripartiremo, come abbiamo sempre fatto», dichiarano i soci, che già nella giornata di ieri si sono recati nella sede per riparare la porta danneggiata e rimettere ordine nei locali. Un gesto che testimonia la volontà di difendere un presidio culturale che, negli anni, ha contribuito a creare comunità, diffondere competenze e promuovere la fotografia come linguaggio sociale.
Il furto, ora al vaglio delle forze dell’ordine, riapre il tema della tutela degli spazi culturali e della necessità di proteggere realtà che operano senza scopo di lucro, sostenute solo dalla passione dei volontari.



