“100 Donne per 100 Anni”: il territorio ibleo riscopre la memoria femminile tra cultura, scuola e identità
La Pro Loco di Comiso, insieme ad altre, ha preso parte alla presentazione del progetto "100 Donne per 100 Anni".

“100 Donne per 100 Anni”: il territorio ibleo riscopre la memoria femminile tra cultura, scuola e identità
Costruire una grande opera collettiva di memoria, restituendo volto, voce e dignità alle donne che hanno contribuito alla crescita culturale, sociale ed economica del territorio ibleo. È questo il cuore di “100 Donne per 100 Anni”, il nuovo progetto culturale presentato al Palazzo della Provincia di Ragusa e inserito nel più ampio percorso de “L’Isola delle Scrittrici”.
L’iniziativa, promossa dalla Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa Maria Rita Schembari, punta a coinvolgere istituzioni, scuole, associazioni e comunità locali in un lavoro condiviso di ricerca e valorizzazione della memoria femminile della provincia.
Alla presentazione hanno preso parte i rappresentanti delle Pro Loco di Pozzallo, Scicli, Modica e Chiaramonte Gulfi — con delega anche per Comiso — insieme agli istituti scolastici “Mazzini” di Vittoria e “Cataudella” di Scicli, oltre alla referente del progetto Gianna Dimartino.
“Con ‘100 Donne per 100 Anni’ vogliamo restituire visibilità e dignità alla memoria delle donne che hanno contribuito in modo significativo alla storia culturale, sociale ed economica del nostro territorio. È un progetto che nasce dalla collaborazione e che affida ai giovani un ruolo centrale nella riscoperta delle nostre radici”, ha dichiarato la Presidente Schembari.
Un archivio della memoria femminile del territorio ibleo
Il progetto prevede che ogni comunità individui tra le 8 e le 10 figure femminili più rappresentative del proprio territorio: donne che, spesso lontano dai riflettori, hanno lasciato un segno nella storia locale attraverso il lavoro, l’impegno civile, la cultura, l’arte, l’educazione o l’imprenditoria.
Le schede biografiche, corredate da documenti, fotografie e materiali storici, dovranno essere trasmesse entro la prima decade di novembre 2026 al Libero Consorzio Comunale di Ragusa. Tutti i contributi saranno poi valutati da un Comitato Scientifico incaricato di selezionare e valorizzare le figure più significative.
Il progetto confluirà inoltre nelle celebrazioni per il Centenario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa attraverso una pubblicazione dedicata che raccoglierà storie, testimonianze e percorsi di vita delle donne protagoniste del territorio ibleo.
Le scuole protagoniste della ricerca storica
Elemento centrale dell’iniziativa sarà il coinvolgimento diretto degli studenti, chiamati a partecipare attivamente alla ricerca sul territorio anche attraverso i percorsi formativi scuola-lavoro.
Un’esperienza che unisce formazione, cittadinanza attiva e riscoperta delle radici culturali locali, permettendo ai giovani di confrontarsi con la storia spesso dimenticata delle donne che hanno costruito l’identità delle comunità iblee.
Nella fase conclusiva del progetto, gli studenti saranno coinvolti anche in un momento di scelta condivisa finalizzato alla valorizzazione pubblica delle figure femminili individuate, anche in chiave toponomastica.
Toponomastica femminile: un passo contro la disparità di genere
Uno degli obiettivi più significativi di “100 Donne per 100 Anni” riguarda infatti la promozione della toponomastica femminile, ancora oggi fortemente minoritaria nei comuni italiani.
L’idea è quella di trasformare la memoria in presenza concreta nei luoghi pubblici: strade, piazze, edifici e spazi urbani potrebbero così essere dedicati alle donne che hanno segnato la storia del territorio, contribuendo a ridurre l’evidente squilibrio di genere nella narrazione pubblica e istituzionale.
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