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"Canicarao. Storie e memorie di una contrada comisana": archeologia e preistoria nel libro edito dalla Pro Loco

21 maggio 2026 alle ore 09:14
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Il volume "Canicarao. Memorie e storie di una contrada dell’agro comisano" è stato edito dalla Pro Loco di Comiso e dal Club per l’Unesco, includendo reperti del Museo di Storia naturale di Comiso.

"Canicarao. Storie e memorie di una contrada comisana": archeologia e preistoria nel libro edito dalla Pro Loco

“Canicarao. Storie e memorie di una contrada comisana”: archeologia e preistoria nel libro edito dalla Pro Loco

È stato pubblicato e presentato nei giorni scorsi l’VIII volume dei “Quaderni di Comiso Viva”, collana culturale edita dalla Pro Loco di Comiso e dal Club per l’Unesco. Il volume, dal titolo “Canicarao. Memorie e storie di una contrada dell’agro comisano” è stato curato da Tina Vittoria D’Amato, Tito Distefano e Dario Puglisi. Contiene scritti di Geusaldo Bufalino, monsignor Carmelo Tidona, monsignor Giovanni Battaglia, Gianni Insacco, Giovanni Silvio Cassarino, Marco Ragusa, Saverio Scerra, Marco Vinci. La presentazione è di Maria Rita Schembari. Il volume è stato presentato nel corso di un appuntamento pubblico dalla presidente della Pro Loco, Maria Stella Micieli.

Il volume è dedicato alla contrada di Canicarao, con il “castello” dei marchesi Trigona di Canicarao, famiglia nobiliare di Noto, che lo possedette fin dal XVIII secolo e che nel secolo scorso venne poi acquistato dalla Diocesi di Ragusa e, nella fattispecie, dalla Fondazione San Giovanni battista. La zona di Canicacao, abitata in età preistorica e con degli insediamenti datati anche dal secondo millennio avanti Cristo.

La contrada è famosa anche per le miniere di selce di Monte Tabuto (note già nel 1800 e studiate anche da Paolo orsi e per quelle scoperte di recente di contrada Coste, anch’esse poco distante da Canicarao. Inoltre, al momento dell’acquisto del castello e del caseggiato rurale che sorge intorno alla corte, vennero trovati dei materiali archeologici che vennero recuperati negli anni ’90 da Gianni insacco e che oggi fanno parte del patrimonio del Museo di Storia naturale di Comiso.

Il volume edito dalla Pro Loco prende le mosse da uno scritto di monsignor Carmelo Tidona, già vicario generale della diocesi, morto nel 2012, che immagina la storia dei luoghi come raccontata dal “castello”. Lo scritto, consegnato a monsignor Giovanni Battaglia, viene ora inserito come una sorta di “memoriale poetico” all’interno del volume, quasi lo spunto per una narrazione che si muove tra storia e memoria e che diventa il primo tassello di studi futuri che – si spera – potranno essere avviati su questa importante contrada e sulla storia di questi luoghi. Alcuni spunti sono dedicati, oltre che alle miniere di selce utilizzate in epoca preistorica, anche alla Case Stella (studiate anche da Biagio Pace), una masseria non distante da Canicarao che conserva, all’interno delle sue mura, alcune vestigia e resti di caseggiati preesistenti, probabilmente di epoca romana. Lo studioso Tito Distefano ricostruisce la storia della contrada, ricordando anche l’esistenza dei “pupiddi ri Canicarao”, grosse sfere in pietra che sormontavano i pilastri che delimitavano la strada che dalla città conduce alla contrada e di cui parlas anche Bufalinonella prima edizione di “Comiso Viva”, edita nel 1976 e curata personalmente dallo scrittore. Di recente, dei finanziamenti regionali hanno permesso di avviare il progetto del “Parco della Pace”, che comprende anche la vicina pagoda buddista fondata dal reverendo Gyosho Morishita e la sistemazione di via degli Aragonesi. Il libro è stato edito con il contributo della Regione siciliana.

La zona ruota attorno al toponimo di Canicarao, nome della sorgente che alimenta il fiume Ippari. Il nome dovrebbe derivare dall’arabo “Ayn” (fonte) e “Kalat” (castello). Questo fa ritenere possibile che già in epoca araba laddove oggi sorge il caseggiato e il castello vi fosse un edificio preesistente.

Il libro quindi contiene storie e memorie. Le memorie sono quelle degli scritti di Bufalino (la cui pubblicazione è stata concessa dagli eredi) di Tidona e Battaglia, mentre gli studiosi hanno offerto studi scientifici, sia pure ancora parziali, sulla storia dei luoghi, sulle miniere di selce, sugli insediamenti preistorici.

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