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“Costruire la casa”: a Scoglitti il libro che racconta la vita e il magistero di don Antonio Baionetta

10 agosto 2026 alle ore 07:54
Cosa c'entra Comiso

Don Antonio Baionetta, sacerdote comisano, è stato parroco della Chiesa Madre di Comiso, Santa Maria delle Stelle. L'avvocato Giovannella Incardona, dell'Azione Cattolica di Comiso, dialogherà con l'autrice del libro durante la presentazione.

“Costruire la casa”: a Scoglitti il libro che racconta la vita e il magistero di don Antonio Baionetta

“Costruire la casa”: a Scoglitti il libro che racconta la vita e il magistero di don Antonio Baionetta

Il 16 agosto nel sagrato della chiesa Santa Maria di Portosalvo la presentazione del volume curato dalla nipote Daniela Baionetta. Un viaggio nella storia di un sacerdote che ha accompagnato generazioni di giovani, famiglie e comunità attraverso il Movimento dei Focolari e Incontro Matrimoniale.

A Scoglitti la memoria di don Antonio Baionetta diventa un libro

Una vita dedicata alle persone, alla fede e alla costruzione di comunità. È quella di don Antonio Baionetta, sacerdote comisano scomparso il 17 febbraio 2016, alla cui figura è dedicato il volume “Costruire la casa. Il magistero di don Antonio Baionetta”, curato dalla nipote Daniela Baionetta, psicologa e pedagogista.

Il libro sarà presentato il 16 agosto alle 21.30, nel sagrato della chiesa Santa Maria di Portosalvo, in piazza Cavour a Scoglitti. Un luogo particolarmente significativo, visto che proprio don Antonio fu parroco della comunità.

A introdurre la serata sarà il parroco don Robert Dynerowics. A dialogare con l’autrice sarà l’avvocato Giovannella Incardona, dell’Azione Cattolica di Comiso. Sarà presente anche Lella Colombo, che ha collaborato alla stesura della prima parte del volume, mentre nel corso della serata sono previste alcune testimonianze.

Una vita spesa accanto ai giovani e alle famiglie

“Costruire la casa” ripercorre la parabola umana e spirituale di un sacerdote che ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per giovani e famiglie.

Due sono le esperienze che hanno segnato in maniera profonda il suo cammino: il Movimento dei Focolari e Incontro Matrimoniale.

L’incontro con il Movimento dei Focolari avvenne quando Antonio Baionetta aveva appena 17 anni ed era seminarista a Siracusa. Era la fine degli anni Cinquanta e il movimento era ancora poco conosciuto. Nel 1959 partecipò alla Mariapoli di Fiera di Primiero, diventando tra i primi sacerdoti focolarini d’Italia.

A Vittoria nacque poi l’esperienza del primo focolare sacerdotale, in via dei Mille, uno dei tanti tasselli di un percorso destinato a lasciare una traccia profonda nella sua vita.

La Gioventù Studentesca e quei duemila ragazzi

Tra gli anni Sessanta e Settanta, a Vittoria, prese forma la Gioventù Studentesca, conosciuta semplicemente come G.S. In circa quindici anni l’esperienza coinvolse quasi 2.000 giovani e don Antonio ne fu il fulcro.

Non fu un percorso costruito attraverso grandi discorsi, ma attraverso la quotidianità e la condivisione. Una passeggiata serale al viale della Stazione, la recita del Rosario, il desiderio di stare insieme e confrontarsi.

Nel libro viene restituita l’immagine di un sacerdote che non imponeva la propria strada, ma accompagnava i ragazzi nella ricerca della propria identità e di una fede personale.

«Antonio non predicava (…) camminava accanto a loro», si legge nel volume.

Un metodo pastorale che, a distanza di decenni, continua a vivere nelle storie di quegli stessi ragazzi, oggi sparsi in diverse città italiane e in varie parti del mondo, molti dei quali hanno portato nella propria vita personale e professionale l’esperienza maturata durante gli anni della Gioventù Studentesca.

“Costruire la casa”: la famiglia come luogo dell’amore

Alla fine degli anni Ottanta arrivò un’altra esperienza destinata a diventare centrale nel percorso di don Antonio: Incontro Matrimoniale.

Insieme a don Romolo Taddei fu tra i pionieri del movimento in Italia. Tra il 1999 e il 2002 ricoprì l’incarico di responsabile nazionale insieme ai coniugi Giorgio e Pinuccia Licitra di Ragusa.

Ed è proprio da questa esperienza che nasce il significato più profondo del titolo del libro.

La “casa” non è soltanto un edificio, ma una dimensione umana e spirituale. È la famiglia, la parrocchia, la comunità, ogni luogo nel quale le persone riescono ad aprirsi all’altro.

Per don Antonio la casa rappresentava la Chiesa vissuta, lo spazio nel quale l’amore diventava concreto e quotidiano e nel quale la famiglia poteva essere vissuta come autentica “Chiesa domestica”.

Dalle parrocchie alla sua amata Scoglitti

Il volume ripercorre anche il lungo percorso pastorale di don Baionetta. Nel corso del suo ministero operò nelle parrocchie vittoriesi del Sacro Cuore, della Madonna Assunta e di San Francesco di Paola.

La sua esperienza sacerdotale lo portò anche a San Cipriano a Roma, prima di tornare in provincia di Ragusa, dove fu parroco proprio della chiesa Santa Maria di Portosalvo a Scoglitti e successivamente della Chiesa Madre di Comiso, Santa Maria delle Stelle.

Una presenza distribuita in luoghi diversi, ma accomunata da una costante: il rapporto diretto con le persone.

Il “Quaderno dell’Anima” e gli scritti inediti

Una parte particolarmente preziosa del libro è dedicata agli scritti di don Antonio.

Il volume raccoglie infatti omelie, meditazioni e appunti inediti, riuniti sotto il titolo “Il Quaderno dell’Anima”.

Sono pagine che permettono di entrare ancora più profondamente nel pensiero del sacerdote, nella sua spiritualità e nel modo in cui guardava alla fede, alla famiglia, alla comunità e alle relazioni umane.

La prefazione del libro è firmata dal vescovo emerito monsignor Paolo Urso, mentre il volume comprende anche l’omelia pronunciata per i funerali di don Antonio dal vescovo monsignor Giuseppe La Placa.

Le Dolomiti, l’altra grande passione degli ultimi anni

Negli ultimi quindici anni della sua vita, un appuntamento estivo divenne quasi una tradizione: le vacanze sulle Dolomiti.

Le montagne, che don Antonio amava profondamente, rappresentavano per lui un momento di riposo e di rigenerazione. Un’esperienza capace di diventare, come viene ricordato nel libro, una vera oasi per il corpo e per lo spirito.

Anche questo aspetto contribuisce a restituire il ritratto di un sacerdote lontano da una dimensione esclusivamente istituzionale, capace di vivere pienamente le relazioni, l’amicizia, la natura e la spiritualità.

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