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Sac verso i privati, Comiso aspetta risposte: il Patto chiede Torrisi in commissione

2 novembre 2026 alle ore 08:24
Cosa c'entra Comiso

Il futuro dell'aeroporto di Comiso è in attesa di risposte chiare riguardo agli impegni richiesti ai privati interessati alla Sac. Il Patto per la Sicilia orientale chiede clausole vincolanti nel contratto di cessione per lo sviluppo di Comiso, la tutela dell'occupazione e le garanzie del servizio.

Sac verso i privati, Comiso aspetta risposte: il Patto chiede Torrisi in commissione

Sac verso i privati, Comiso aspetta risposte: il Patto chiede Torrisi in commissione

Mancano pochi giorni al 12 novembre, la scadenza per le offerte non vincolanti dei gruppi interessati alla Sac, e sul futuro dell’aeroporto di Comiso nessun documento pubblico dice ancora quali impegni saranno chiesti a chi comprerà. È il punto che il Patto per la Sicilia orientale mette al centro della sua nuova presa di posizione sulla privatizzazione della società che gestisce gli scali di Catania e Comiso: una cessione che può arrivare fino all’80% del capitale, per una società valutata tra i 500 e i 600 milioni di euro, e che riguarda 1.400 lavoratori e milioni di passeggeri.

La seduta senza risposte

L’occasione è la prima riunione della Commissione speciale Sac del Consiglio comunale di Catania, giovedì 29 ottobre. Secondo il Patto, a rappresentare la società c’era il direttore tecnico Giancarlo Guarrera, senza una delega formale e quindi, per sua stessa ammissione, impossibilitato a rispondere alle domande dei consiglieri. Il consigliere Capuana ha sollevato subito l’anomalia, ma la seduta è andata avanti per oltre ottanta minuti. Il Patto si chiede perché la presidenza della commissione non abbia sospeso o rinviato i lavori, come il regolamento le consente.

Le quattro domande

Per la prossima seduta, fissata per il 5 novembre, il Patto chiede che sia l’amministratore delegato della Sac, Nico Torrisi, a presentarsi di persona, con una relazione scritta su quattro punti. Il primo: perché vendere ora, visto che l’unico atto tecnico-economico che motiva la privatizzazione è una delibera di giunta del 25 marzo 2019, scritta prima della pandemia, della ripresa del traffico, dell’arrivo di Aeroitalia e dei mesi di emergenza vulcanica di quest’anno. Il secondo riguarda il prezzo: le attese della Sac erano di almeno 400 milioni, ma le chiusure per la cenere dell’Etna ad agosto, con ricavi persi stimati in 3,5 milioni per la sola Sac e oltre 70 per l’intero sistema, avrebbero già spinto alcuni offerenti a ragionare su uno «sconto vulcano».

Il terzo punto è quello che tocca più da vicino la provincia: con quali clausole. Investimenti, tutela dell’occupazione, sviluppo di Comiso, garanzie del servizio in caso di nuove emergenze vulcaniche: per il Patto nessun documento pubblico certifica che saranno obblighi vincolanti nel contratto di cessione, e «le dichiarazioni d’intenti non sono clausole». Il quarto riguarda il Golden Power, evocato dal ministro Urso: ad oggi, sostiene il Patto, non risulta alcun atto formale del Governo che condizioni la procedura a clausole di interesse nazionale.

Le richieste ai soci, Comiso compreso

Il Patto precisa di non opporsi in linea di principio all’ingresso di capitali privati, ma a una privatizzazione definita opaca, accelerata e senza tutele per il territorio. Chiede che i soci pubblici – Città metropolitana di Catania, Libero consorzio di Siracusa e Comune di Comiso – concordino una posizione comune prima del 5 novembre, e che la commissione ascolti anche il commissario della Camera di commercio del Sud Est Sicilia, principale socio venditore con il 60,7% del capitale, e i consulenti della procedura. Se Torrisi non si presenterà di persona, è la richiesta finale, la commissione dovrebbe sospendere i lavori e fissare un’audizione vincolante.

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