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Comiso e la festa dell'Addolorata: la storia de "L'Inno"

5 maggio 2026 alle ore 07:50
Cosa c'entra Comiso

A Comiso si celebra una tradizione centenaria del canto de 'L'inno' durante la festa della Madonna Addolorata, con la partecipazione di bambini e la presenza di bande musicali locali.

Comiso e la festa dell'Addolorata: la storia de "L'Inno"

È una tradizione ormai centenaria quella del canto de “L’inno” durante la festa della Madonna Addolorata a Comiso, che si venera nel Duomo di Santa Maria delle Stelle. Ogni anno 100 bambini vengono selezionati in base alle qualità canore, per intonare l’incipit della festa, incipit che fondamentalmente è una preghiera. Ma questo canto angelico ha una storia. “ Muova l’inno esultante dei figli, si sprigioni l’accento d’amore, lo ripeta ogni labbro, ogni core, alla madre Regina del ciel”…sono i versi iniziali di questa preghiera scritta da Mons. Rimmaudo nel 1910 e musicata dal maestro Alfio Pulvirenti, 116 anni fa, che dirigeva la banda kasmenea, unica banda di Comiso.

Pulvirenti era di origini catanesi e, oltre a occuparsi della banda del “paese”, si esibiva sul palco della piazza fonte Diana la domenica. Un particolare: oggi a Comiso tra le bande presenti, ce n’è una che porta proprio il nome del maestro. La storia ci racconta che, inizialmente, l’inno non veniva cantato dai bambini, bensì da adulti preparati da donne che facevano le sarte e che, mentre cucivano o ricamavano, insegnavano quest’inno. Venivano chiamate “i maestri sunaturi”.

Da quando l’inno venne affidato alla soave voce dei bambini, la maestra per eccellenza, fu Nellì Agosta, che suonava anche l’organo della chiesa di San Biagio in Comiso e che diresse il coro per circa 30 anni, fino quasi alla fine del secolo scorso. Dal 1997 si occupa della preparazione dei bambini la maestra Maria Lucia Faro, depositaria della storia e della tradizione dell’ inno della festa della madonna Addolorata .