Distefano padre e figlia: arte iblea in mostra a Torino
Torino rende omaggio al comisano Gioacchino Distefano per il centenario della sua nascita. Nato a Comiso nel 1926, l'artista tornò nella sua città natale per operare come docente e animatore culturale.

Un ponte culturale tra Sicilia e Piemonte, tra pittura e letteratura, tra memoria e nuove narrazioni. Torino rende omaggio al comisano Gioacchino Distefano in occasione del centenario della sua nascita con l’evento “Colori e parole: due generazioni in arte”, in programma giovedì 23 aprile presso Aura Studio.
Protagonista dell’incontro sarà la figlia dell’artista, la ragusana Maria Concetta Distefano, che racconterà il padre attraverso parole e immagini, intrecciando il proprio percorso di scrittrice e illustratrice con quello del genitore, figura significativa del panorama artistico siciliano del Novecento.
L’iniziativa si inserisce nel contesto della rassegna “Otros planetas: el mundo en tu casa”, promossa dall’Archivio DiMAUrO Aps, ed è parte del programma di “Torino che legge…”, manifestazione organizzata in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore.
Durante l’evento saranno esposte alcune opere di Gioacchino Distefano, offrendo al pubblico l’opportunità di immergersi in una produzione artistica caratterizzata da una forte dimensione evocativa e da una ricerca formale originale.
Nato a Comiso nel 1926, l’artista si formò tra Palermo, Roma e Firenze, scegliendo poi di tornare nella sua città natale, dove operò come docente e animatore culturale.
Nel corso della sua carriera, Distefano fu protagonista di numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, distinguendosi per uno stile riconoscibile e per una poetica intensa, apprezzata anche da figure di rilievo come Gesualdo Bufalino e Piero Guccione.
Accanto alla figura del padre, l’incontro darà spazio anche al percorso di Maria Concetta Distefano, nata a Ragusa e residente a Torino dal 1984, autrice di romanzi, racconti e adattamenti letterari. Ex insegnante e traduttrice, ha collaborato con importanti case editrici e riviste, sviluppando una produzione narrativa attenta soprattutto all’universo femminile.
“Colori e parole” si configura così come un dialogo tra generazioni e linguaggi, capace di unire radici e contemporaneità, restituendo al pubblico torinese la storia di un artista e di una famiglia che, attraverso l’arte, continua a raccontarsi.



