Ragusa, CNA Fita: “Insularità, ora servono fatti e infrastrutture”
L'aeroporto di Comiso è citato come una delle tre infrastrutture fondamentali del territorio e si evidenzia la sua potenzialità per diventare, insieme a Pozzallo e Vittoria, un polo intermodale del Mediterraneo, con un investimento di 47 milioni di euro previsti per lo sviluppo cargo.

Il riconoscimento dell’insularità come svantaggio strutturale da parte della Commissione europea e il suo inserimento nella Costituzione italiana rappresentano, per la CNA Fita Ragusa, un passaggio decisivo che impone ora scelte concrete sul piano infrastrutturale e logistico.
Per l’associazione degli autotrasportatori, guidata dal responsabile regionale Giorgio Stracquadanio e dal presidente territoriale Giovanni Sallemi, i due interventi normativi – la legge costituzionale n. 2 del 2022 e la più recente strategia europea per le isole – certificano una condizione già nota da tempo: l’insieme di criticità che penalizza la Sicilia e, in particolare, il sistema dei trasporti e della mobilità.
Tra i fattori richiamati figurano vulnerabilità climatica, dipendenza energetica, scarsità idrica e soprattutto i limiti infrastrutturali che incidono su costi e tempi della logistica. In questo contesto, la provincia di Ragusa viene indicata come area strategica ma ancora penalizzata da una rete viaria fragile e disomogenea.
Il territorio dispone infatti di tre infrastrutture considerate fondamentali – aeroporto di Comiso, porto di Pozzallo e autoporto di Vittoria – che però, secondo la CNA Fita, non risultano ancora integrate in un sistema logistico unitario. A queste si aggiunge una rete composta da circa 60 strade provinciali, tre arterie statali principali (SS115, SS194 e SS514) e un breve tratto autostradale della A18 Siracusa-Gela.
Particolare attenzione viene posta sulla SS115, definita ad alto rischio per traffico intenso, conformazione e presenza di cantieri, con frequenti incidentalità nei tratti tra Ragusa, Modica e Acate. Criticità anche per la SS194 e la SS514, attualmente interessate da lavori di ammodernamento e raddoppio, avviati nel 2023 e articolati in più lotti, con un cronoprogramma che prevede il completamento parziale entro il 2028.
Secondo i dati richiamati dall’associazione, la provincia iblea sconta un indice di dotazione infrastrutturale tra i più bassi d’Italia, come evidenziato anche da Svimez, e un costo aggiuntivo per le imprese stimato in circa 180 milioni di euro annui.
La CNA Fita sottolinea inoltre le potenzialità del sistema logistico locale, evidenziando come Comiso, Pozzallo e Vittoria possano diventare un unico polo intermodale del Mediterraneo. In questa direzione vengono richiamati gli investimenti già previsti: 47 milioni di euro per lo sviluppo cargo dell’aeroporto di Comiso, oltre 26 milioni per il porto di Pozzallo e il protocollo tra Comune di Vittoria e Società degli Interporti Siciliani per il rilancio dell’autoporto.
L’associazione richiama infine il nuovo quadro europeo e costituzionale sull’insularità come opportunità per accelerare interventi strutturali, attraverso fondi di coesione e perequazione infrastrutturale.
«Le condizioni per uno sviluppo reale ci sono – conclude la CNA Fita Ragusa – ma servono una regia politica forte, investimenti mirati e una strategia condivisa per trasformare la provincia in un vero hub logistico del Mediterraneo, a sostegno di agricoltura, agroalimentare, turismo e servizi».



