Ragusa sede della Struttura Operativa del sito Unesco Val di Noto | Quotidiano di Ragusa
Il sindaco ha evidenziato le potenzialità di crescita del territorio, citando l'aeroporto di Comiso e i collegamenti con Malta.

È Ragusa la sede della Struttura Operativa del sito seriale Unesco «Le città tardobarocche del Val di Noto». L’organismo dovrà gestire i progetti in corso, cercare nuovi finanziamenti e coordinare le celebrazioni per i 25 anni del riconoscimento, in programma nel 2027.
La Struttura è stata attivata a marzo dall’Assemblea dell’ente gestore, che l’ha assegnata alla città. L’annuncio è del sindaco Peppe Cassì. In Consiglio comunale è intervenuto Paolo Patanè, coordinatore tecnico-scientifico della Struttura, che ne ha illustrato visione strategica e piani operativi.
«È una scelta che riconosce il peso dell’area con Modica e Scicli, l’impegno per la sostenibilità e delle potenzialità di crescita del territorio con l’aeroporto di Comiso e i collegamenti con Malta», ha detto il sindaco.
Il sito è iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dal 2002, ma l’ente gestore è nato solo vent’anni dopo, nel 2022, con la modifica dello statuto del Distretto turistico del Sud-Est, un ente già esistente adattato alla gestione Unesco. Ne fanno parte 28 soggetti: 8 Comuni, 2 Liberi consorzi, la Città metropolitana, diocesi e arcidiocesi, università, parchi archeologici, sovrintendenze ed enti culturali.
Secondo Cassì, nonostante la complessità della compagine sono stati vinti diversi bandi. Con un progetto in cui Ragusa ha fatto da stazione appaltante sono arrivate le risorse per 7 Unesco Visitor Center, due dei quali in città.
Alla Struttura spetterà gestire i progetti attivi, candidarne di nuovi, aggiornare il piano di gestione e reperire altri fondi. Il 2027 sarà anche l’anno del centenario della provincia di Ragusa. L’idea illustrata dal sindaco è legare gli eventi in ciascuna città a progetti strutturali, per esempio sulla mobilità dolce, sull’aeroporto e sui collegamenti tra Ragusa e Noto.
Il passaggio più delicato riguarda però il futuro dell’ente gestore. Il mandato del Distretto scade nel 2026 e i partner devono scegliere se proseguire con l’assetto attuale o costituire un nuovo soggetto. Nel confronto, ha riferito il sindaco, è prevalsa l’ipotesi di un ente più aderente al perimetro degli 8 Comuni.
Per arrivarci servirà il via libera di ogni città: il passaggio, ha concluso Cassì, «comporterà l’approvazione di tutti i Consigli Comunali». Per questo il sindaco ha ritenuto opportuno offrire all’aula e alla città un quadro sul passato e sul futuro del sito.



