Comiso istituisce la ZTL con le telecamere: quattro varchi tra Fonte Diana e Pedalino
Comiso istituisce una Zona a Traffico Limitato (ZTL A) tra piazza Fonte Diana e via Mons. Rimmaudo, con telecamere per il controllo degli accessi. La ZTL a Comiso avrà tre varchi, ma non sarà attiva immediatamente in attesa di autorizzazioni ministeriali, regolamentazioni sui permessi e completamento dei lavori.

Comiso istituisce la ZTL con le telecamere: quattro varchi tra Fonte Diana e Pedalino
Nel salotto di Comiso e nella piazza principale di Pedalino, nelle ore di divieto, si entrerà in auto solo con il permesso, e a controllarlo saranno le telecamere. Istituite due zone a traffico limitato con controllo elettronico degli accessi: la ZTL A – Comiso, tra piazza Fonte Diana e via Mons. Rimmaudo, e la ZTL B – Pedalino, in piazza Gramsci. La ZTL di Comiso, però, non scatterà domani mattina: prima servono il via libera del Ministero, le regole sui permessi e i lavori ai varchi.
Dove sono i varchi della ZTL a Comiso e Pedalino
Le telecamere sorveglieranno soltanto gli ingressi, quattro in tutto. A Comiso sono tre: in piazza Fonte Diana all’angolo con via Gioacchino Iacono (varco A), sempre in piazza Fonte Diana all’angolo tra via G. Di Vita e via San Biagio (varco B) e in via Mons. Rimmaudo all’angolo con via San Biagio (varco C). A Pedalino l’unico ingresso controllato è in via XXV Luglio, all’angolo con via Danubio, cioè all’imbocco di piazza Gramsci (varco D)
Quando sarà attiva: periodi e orari
È questo il punto che interessa di più a chi abita o lavora in centro, e la delibera non lo scioglie nel testo. Le due ZTL saranno variabili e stagionali: il divieto di transito per auto e moto non autorizzate varrà negli stessi periodi e orari in entrambe le zone, quelli «indicati in progetto», che l’atto approva senza riportarli. Il divieto potrà scattare anche in occasione di eventi e manifestazioni, con un’apposita ordinanza.
Chi può entrare e come si avranno i permessi
Molte categorie restano da definire. Residenti e domiciliati, titolari di attività e strutture ricettive dentro le zone, taxi e noleggio con conducente e servizi pubblici saranno indicati nell’ordinanza che dovrà firmare il comandante della Polizia municipale, insieme alle vie di fuga e al regime di permessi e deroghe. I criteri per ottenere l’autorizzazione e le spese di istruttoria arriveranno con un atto successivo.
Cosa si rischia e quando partono le telecamere
La delibera non indica sanzioni né importi delle multe, e non fissa una data di partenza. Le telecamere si accenderanno contemporaneamente su tutti e quattro gli ingressi solo dopo l’autorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, prevista per questi impianti, e dopo l’esito positivo della prova del sistema sul posto. La Giunta ha già autorizzato gli uffici a inviare la richiesta al Ministero.
Anche il calendario dei lavori ha però una scadenza. L’intervento costa 97 mila euro, interamente coperti da un finanziamento regionale per i sistemi di videosorveglianza urbana, e il Comune deve completarlo, collaudarlo e rendicontarlo alla Regione entro dodici mesi dal decreto di finanziamento, pena la revoca del contributo.
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