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Costaiblea Film Festival, la rinascita passa dal cinema: premiati i giovani autori siciliani e proposta una Scuola dei mestieri del cinema. Chiusura con Costanza Quatriglio

14 settembre 2026 alle ore 19:07
Costaiblea Film Festival, la rinascita passa dal cinema: premiati i giovani autori siciliani e proposta una Scuola dei mestieri del cinema. Chiusura con Costanza Quatriglio

MARINA DI RAGUSA – Con la piacevole serata di ieri si è chiusa a Marina di Ragusa la 30ª edizione del Costaiblea Film Festival. Un trentennale che il direttore artistico Vito Zagarrio legge come un nuovo punto di partenza per una manifestazione che, dopo anni difficili e diversi spostamenti, sembra avere trovato nella formula settembrina e nelle location sul mare una nuova dimensione. «Mi accorgo di aver passato buona parte della mia vita con questo festival, che ho ideato, fondato, diretto, portato avanti con testardaggine quando tutti mi consigliavano di abbandonare.

Il Costaiblea è passato negli anni da Scicli a Comiso, quindi a Ragusa città, attraversando edizioni invernali condizionate anche dai tempi dei finanziamenti ministeriali e inevitabilmente caratterizzate da un pubblico più di nicchia. Poi l’arrivo a Marina di Ragusa e quella che definisco la rinascita in queste ultime edizioni settembrine». A fare la differenza anche in questa speciale edizione celebrativa, curata dal punto di vista organizzativo da Federica Schembri, sono state le location: Piazza Torre, l’Arena Costaiblea a Villa Ottaviano e la Terrazza Costaiblea sul Lungomare Andrea Doria, tre schermi e tre luoghi che hanno contribuito a moltiplicare la presenza del cinema nel territorio.
Una formula che ha permesso di costruire una programmazione capace di attraversare epoche, linguaggi e generi diversi. Dai film recenti come Gioia mia ai grandi classici, dai cortometraggi dei giovani autori siciliani di Giovane Cinema ai film legati alla figura di Luigi Pirandello nel 90° anniversario della morte, fino ai documentari e alle opere dedicate alla memoria e al territorio, come Bitume e La spartenza. E poi alcuni dei protagonisti più interessanti del cinema italiano. Da Fabrizio Bentivoglio ad Aurora Quattrocchi, da Costanza Quatriglio a Gaetano Aronica, ed ancora i registi siciliani Andrea Traina, Alessia Scarso, Vincenzo Cascone, fino ai tanti giovani cineasti isolani.

La serata conclusiva ha avuto ieri sera come protagonista Costanza Quatriglio, arrivata al Costaiblea direttamente da Venezia, dove era stata impegnata nella giuria alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Nel confronto con Zagarrio, la regista e documentarista ha ripercorso un cinema nel quale i confini tra documentario e finzione sono sempre più labili.
Da L’isola, il suo esordio che aveva portato alcuni critici a evocare la grande tradizione di Rossellini e Visconti, a TerramattaTriangle e 87 ore, fino a La bambina che non voleva cantare, dedicato alla storia di Nada. Un percorso nel quale la realtà non viene semplicemente osservata, ma diventa materia cinematografica attraverso linguaggi differenti. Tra i temi centrali dell’incontro anche quello dell’archivio. Fotografie, filmati, documenti e materiali personali diventano per Quatriglio, ma anche per altri autori, strumenti attraverso i quali ricostruire il passato e trasformarlo in racconto. Un tema particolarmente presente anche nella programmazione del Costaiblea di quest’anno, dove diversi lavori hanno utilizzato materiali d’archivio e memorie personali. Ed è proprio l’archivio il cuore di Il cassetto segreto, il film proiettato al termine dell’incontro, nel quale la memoria familiare della regista si trasforma in un racconto capace di restituire anche la storia di un’epoca.


La chiusura del festival, che ha visto anche un omaggio al compianto giornalista Giovanni Pluchino alla presenza dei familiari, è coincisa con uno dei momenti più attesi dedicati ai giovani autori. Sono stati infatti annunciati i vincitori della sezione Giovane Cinema, il concorso di cortometraggi curato dal giovane regista Angelo Piccione e dedicato agli autori siciliani under 30. Una delle novità di questa seconda edizione del concorso dedicato ai giovani è stato il verdetto ex aequo nella sezione Fiction. Il premio per il Miglior Cortometraggio Fiction è stato assegnato a I’m No One di Seby Costantino e Idiosincrasia di Marco Diego Zizzo.
Il premio per il Miglior Cortometraggio Documentario è andato invece a Stidda Lucenti di Matteo Calabrese. La giuria, presieduta da Amalia Spadola, ha inoltre assegnato due menzioni speciali: una a The Rise of AI di Alessandro Finocchiaro Uda, con una particolare attenzione anche all’età dell’autore, appena 14 anni, e l’altra a L’isola dei Porri di Gloria Scollo.

È un riconoscimento che assume un significato particolare: il festival ha offerto uno spazio concreto alle produzioni siciliane e iblee. Ed è proprio guardando al futuro che Zagarrio lancia una proposta destinata ad andare oltre la singola edizione del festival: la nascita di una Scuola iblea di Cinema Iblea. L’idea è quella di concentrarsi soprattutto sulle professionalità meno legate alla figura dell’autore, ma fondamentali nella realizzazione di un film e forse proprio per questo capaci di offrire maggiori opportunità di ingresso nel mondo del lavoro: aiuto registi, scenografi, location manager, montatori, operatori, elettricisti, macchinisti, attrezzisti. Una scuola che potrebbe trovare casa in una delle grandi location del territorio.

A questa proposta si aggiunge anche l’idea di un “cinema dei piccoli”, da costruire insieme alle scuole del territorio, per avvicinare le nuove generazioni al linguaggio cinematografico e creare un rapporto ancora più forte tra il festival e la comunità. Nel bilancio di Zagarrio c’è anche un riconoscimento al lavoro collettivo che ha permesso al Costaiblea di tornare a crescere. «Tutto questo grazie al nuovo interesse delle Istituzioni – Comune, Provincia, Regione, Ministero – grazie allo zoccolo duro di un meraviglioso gruppo che si è formato tra ragusani, sciclitani e “mazzareddari”, grazie alla Proloco Mazzarelli e al team di Liolà, e grazie agli ospiti/amici che negli anni hanno impreziosito il festival». Il Costaiblea torna a guardare avanti dopo aver ritrovato pubblico, luoghi e una dimensione capace di riportare il cinema al centro della vita culturale del territorio, in riva al mare.

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