I centri storici non sicuri. A Comiso, la disavventura di una residente: "Due individui sono entrati nel mio vicolo: attimi di paura"
Una residente di Comiso ha vissuto attimi di paura quando due individui sono entrati nel suo vicolo, scoprendo poi che a Comiso non c'erano volanti disponibili per intervenire.

I centri storici non sicuri. A Comiso, la disavventura di una residente: “Due individui sono entrati nel mio vicolo: attimi di paura”
Difficile abitare nel centro storico. Poche famiglie resistono a dispetto delle difficoltà che, a Comiso come altrove, caratterizzano la vita nei quartieri più antichi, cosiddetti storici.
Molte case rimaste inutilizzate e ormai inadatte rispetto alle nuove esigenze abitative (perché troppo piccoli o dislocate su più piani), vengono utilizzate da immigrati, spesso gruppi di giovani maschi, piuttosto che alcune famiglie che si sono ambientate e integrate nel territorio.
I residenti, talvolta, vivono momenti di timore allorché devono ritornare a casa, o attraversare le strade, nelle ore serali frequentate solo da migranti. Gioca, in parte, il timore collettivo, Alimentato però da alcuni reali fenomeni di degrado e di violenza che talvolta si accompagnano alla presenza di alcuni gruppi di immigrati. Si tratta, per la maggior parte dei casi, di gruppi isolati, ma proprio per questo più temuti.
Un episodio si è verificato nella serata di ieri, in corso Vittorio Emanuele. Una donna, intorno alle 23, vede due ragazzi imboccare il vicolo cieco dove abita. Non c’è alcun motivo per cui quei due giovani devono imboccare quel vicolo senza uscita, per di più in ora tarda. Decide quindi di chiamare il 112 e di chiedere l’intervento di una volante.
Il racconto della donna è stato lasciato sui social.
“Prima domanda del piantone: “L’hanno minacciata?”
Rispondo: “sono dentro casa, guardo dalla finestra e spero di non essere stata vista, ancora non mi hanno minacciato”.
Penso: devo forse aspettare che sfondino il portone?
Il piantone, molto gentile, mi chiede se ho le luci accese e rispondo che in verità le ho spente tutte. Mi risponde di accendere tutto, che mi avrebbe richiamato e mandato una pattuglia. Mi richiama davvero, e mi dice: “Tutte le volanti sono impegnate per un grave incidente a Vittoria. A Comiso stanotte non c’è nessuno”.
Ho continuato a guardare dalla finestra per un’ora, dal vicolo non è uscito nessuno e dal mio portone non ho sentito alcun rumore. La casa accanto è vecchia e disabitata da anni. Traggo le mie conclusioni. Saranno i miei vicini questa notte e forse le prossime”.
Al mattino la donna aveva partecipato, insisme ad altri cittadini abitanti nel centro storico,, ad un incontro con il questore sul tema della sicurezza, dopo i recenti episodi e le liti verificatesi nella vicina piazza Fonte Diana. .
“Avevo capito, male sicuramente, che a Comiso, di notte, ci fosse almeno una volante in grado di rispondere alla chiamata di una cittadina preoccupata, non ancora aggredita, ma nemmeno tranquilla”.
Ma la volante non c’era, era impegnata a Vittoria.
“Allora qualcuno mi spieghi – prosegue la donna – finché non veniamo minacciate fisicamente, dobbiamo “stare tranquille” e smettere di richiedere aiuto?
La sicurezza percepita, in questo caso, corrisponde a quella reale? O qualcuno pensa che io soffra di allucinazioni o sia facilmente suggestionabile?”
Fin qui l’esperienza di una cittadina. Un problema reale è quello dell’assenza dei presidi delle forze dell’ordine. Il questore Fazzino, nell’incontro con i cittadini, ha garantito che una volante sarà garantita sempre in tutte le città. Poi, ovviamente, ci sono le situazioni di necessità, come quelle di iri sera. E la città rimane sguarnita
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