Mille persone in corteo a Comiso per la pace: in testa il sudario con i nomi dei bambini uccisi a Gaza
Circa mille persone hanno partecipato a Comiso al "Cammino per la Pace", una manifestazione che ricorda la storica mobilitazione contro i missili Cruise del 1981 e il conflitto a Gaza.

Mille persone in corteo a Comiso per la pace: in testa il sudario con i nomi dei bambini uccisi a Gaza
A 45 anni dalla storica marcia contro i missili Cruise, la città torna a mobilitarsi. Gli studenti di Pozzallo hanno realizzato una tela lunga 70 metri con i nomi di oltre 18.500 bambini palestinesi
COMISO – Circa mille persone hanno attraversato stamani le strade di Comiso per il «Cammino per la Pace», la manifestazione promossa dal comitato «Comiso cantiere per la pace» a 45 anni dalla storica mobilitazione contro l’installazione dei missili nucleari Cruise nell’allora aeroporto «Vincenzo Magliocco».
Un lungo corteo, con la partecipazione di associazioni, scuole, rappresentanti di enti e cittadini, ha riportato al centro della vita pubblica della città un messaggio che affonda le radici nella sua storia, ma guarda alle guerre e alle crisi internazionali del presente.
Ad aprire la manifestazione è stato il «Sudario della memoria», una tela bianca lunga 70 metri realizzata dagli studenti dell’Istituto superiore «Giorgio La Pira» di Pozzallo. Sul tessuto sono stati riportati i nomi di oltre 18.500 bambini uccisi a Gaza: una testimonianza affidata ai ragazzi per ricordare le vittime innocenti del conflitto e dare un volto alla tragedia della popolazione palestinese.
Il corteo è partito alle 9.30 dall’area antistante l’ingresso dell’ex base Nato e ha attraversato simbolicamente i luoghi legati alla memoria delle mobilitazioni pacifiste, concludendosi in piazza Fonte Diana.
L’intervento del vescovo Giuseppe La Placa
Alla manifestazione ha preso parte anche il vescovo di Ragusa, che ha richiamato il valore della pace come responsabilità condivisa, da costruire ogni giorno attraverso il dialogo, la solidarietà e il rispetto della dignità di ogni persona. Un messaggio che si lega al significato del corteo e al richiamo rivolto alle comunità, affinché la memoria delle tragedie della guerra diventi impegno concreto per la convivenza tra i popoli.
Quarantacinque anni dopo, la memoria torna in strada
La scelta della data richiama l’11 ottobre 1981, quando oltre 30 mila persone parteciparono alla grande manifestazione contro l’installazione di 112 missili Cruise a Comiso. Una mobilitazione che segnò profondamente la storia della città e che contribuì a rendere il territorio ibleo uno dei principali riferimenti del movimento pacifista internazionale.
I missili entrarono in funzione nel giugno 1983 e furono dismessi nel marzo 1991, nel quadro degli accordi tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Quella stagione di mobilitazione resta oggi il punto di partenza di una nuova iniziativa che vuole trasformare il ricordo in impegno concreto.
Il comitato «Comiso cantiere per la pace», nato nei mesi scorsi e sostenuto da una rete di oltre cento aderenti, intende infatti proseguire oltre la manifestazione di oggi, promuovendo attività di educazione alla pace, dialogo tra culture e religioni, integrazione sociale e attenzione alle fragilità economiche e ambientali.
L’obiettivo è costruire un percorso permanente, coinvolgendo le realtà associative e le organizzazioni che da anni operano per la convivenza tra i popoli.
Il messaggio delle nuove generazioni
La presenza del Sudario della memoria ha dato al corteo un significato particolare. I nomi dei bambini uccisi a Gaza, scritti dagli studenti su una lunga tela bianca, hanno accompagnato il cammino dei partecipanti, legando la memoria della protesta del 1981 alle tragedie che segnano il presente.
Non soltanto un richiamo alla storia di Comiso, dunque, ma anche un appello rivolto alle nuove generazioni e alla responsabilità collettiva di fronte alla guerra. È questo il senso del «Cammino per la Pace»: fare della memoria uno strumento per interrogare il presente e promuovere nuove occasioni di partecipazione.
La manifestazione di stamani rappresenta così il primo passaggio pubblico di un progetto che punta a mantenere viva nel territorio una cultura della pace, della giustizia sociale e della tutela dell’ambiente, attraverso iniziative condivise e un impegno che non si esaurisca in una sola giornata.
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