Sicilia, nasce la rete degli sportelli per ascoltare i giovani
Comiso è uno dei 51 Comuni siciliani che hanno aderito alla fase iniziale della sperimentazione della rete di sportelli di ascolto interamente dedicati ai giovani.

In Sicilia nasce una rete di sportelli di ascolto interamente dedicati ai giovani. L’iniziativa, promossa dalla commissione Politiche giovanili di Anci Sicilia, punta a creare un canale diretto tra le nuove generazioni e le amministrazioni comunali, offrendo ai ragazzi uno spazio concreto per esprimere idee, bisogni, proposte e criticità.
Il progetto è stato presentato a Palermo, nella sede di Anci Sicilia, dopo il lancio ufficiale avvenuto in occasione della seconda Conferenza Regionale sulle Politiche Giovanili di Caltanissetta. Presenti il segretario generale di Anci Sicilia, Mario Emanuele Alvano, il coordinatore della commissione Politiche giovanili e assessore del Comune di Ragusa, Simone Digrandi, e il segretario della commissione Giuseppe Gallo, insieme a diversi assessori alle Politiche giovanili dei Comuni aderenti.
La sperimentazione partirà giovedì 15 ottobre. Ogni Comune che ha aderito al progetto garantirà almeno un giorno fisso al mese nel quale i giovani potranno incontrare direttamente l’amministratore comunale con delega alle Politiche giovanili.
Gli incontri potranno essere svolti anche su prenotazione e coinvolgeranno, dove previsto, consiglieri comunali e rappresentanti delle consulte giovanili.
L’obiettivo è creare un confronto diretto e senza filtri con le nuove generazioni, raccogliendo non soltanto segnalazioni e problematiche, ma anche idee e proposte da trasformare, quando possibile, in iniziative concrete.
Nelle prossime settimane sul sito di Anci Sicilia sarà pubblicato l’elenco completo dei Comuni aderenti, con l’indicazione del giorno e dell’orario destinati agli incontri.
La prima fase del progetto avrà una durata di sei mesi e sarà accompagnata da un sistema di monitoraggio comune.
Ogni referente comunale inserirà infatti in un unico database regionale le istanze raccolte durante gli incontri. L’obiettivo è costruire progressivamente una fotografia delle esigenze e delle priorità espresse dai giovani nei diversi territori dell’Isola.
I dati potranno così diventare uno strumento utile per orientare le scelte delle amministrazioni locali e, successivamente, per contribuire alla definizione delle politiche giovanili a livello regionale.
Sono 51 i Comuni che hanno aderito alla fase iniziale della sperimentazione: Acireale, Aidone, Bronte, Bisacquino, Calascibetta, Caltagirone, Caltanissetta, Camporotondo Etneo, Canicattini Bagni, Castelbuono, Castelvetrano, Catania, Cerami, Chiaramonte Gulfi, Ciminna, Comiso, Erice, Favara, Gela, Geraci Siculo, Giarratana, Leonforte, Letojanni, Licodia Eubea, Mazara del Vallo, Menfi, Messina, Misiliscemi, Misterbianco, Modica, Montemaggiore Belsito, Naso, Nicosia, Nissoria, Nizza di Sicilia, Noto, Pantelleria, Petralia Soprana, Polizzi Generosa, Priolo Gargallo, Ragusa, Ramacca, Salemi, Sambuca di Sicilia, San Giuseppe Jato, Santa Croce Camerina, Santa Lucia del Mela, Santa Teresa di Riva, Troina, Ucria e Vittoria.
La rete, però, rimarrà aperta ad altre amministrazioni. Qualsiasi Comune siciliano potrà aderire successivamente al progetto, entrando così nel sistema regionale di ascolto.
«Insieme con i colleghi assessori di questi primi Comuni abbiamo voluto fare una scelta chiara: metterci a disposizione dei ragazzi per ascoltarne idee, bisogni e progetti», ha spiegato Simone Digrandi.
«La risposta entusiasta di questa prima tranche di Comuni dimostra che sui territori c’è una forte voglia di fare rete e di orientare le politiche pubbliche, partendo dalle reali priorità delle nuove generazioni», ha aggiunto.
Per il segretario generale di Anci Sicilia Mario Emanuele Alvano, la rete rappresenta «uno degli esperimenti più significativi di rapporto diretto tra la pubblica amministrazione locale e i giovani».
L’iniziativa, ha sottolineato Alvano, consentirà di comprendere le esigenze dei ragazzi «su base locale e in ambito regionale», fornendo elementi concreti per orientare le politiche pubbliche.
Il progetto punta così a superare il modello tradizionale degli sportelli Informagiovani, creando un confronto periodico e diretto tra amministratori e nuove generazioni, con l’ambizione di trasformare l’ascolto in uno strumento concreto per costruire le future politiche giovanili siciliane.
Particolarmente significativa quindi la partecipazione della provincia di Ragusa, che conta 7 comuni tra i 51 aderenti alla prima fase della sperimentazione.



