Insularità e svantaggio strutturale, Cna Fita Ragusa: “Servono investimenti immediati”

La Cna Fita Ragusa accoglie con favore il riconoscimento dell’insularità come svantaggio strutturale da parte della Commissione europea e il suo inserimento nella Costituzione italiana. Per l’associazione, si tratta della conferma ufficiale delle difficoltà che imprese e autotrasportatori siciliani affrontano ogni giorno: collegamenti insufficienti, costi più alti e ritardi infrastrutturali che frenano competitività e sviluppo.
«È ciò che denunciamo da anni» dichiarano Giovanni Sallemi (nella foto), presidente di mestiere del settore autotrasporti, e Giorgio Stracquadanio, responsabile regionale Cna Fita. «Adesso servono investimenti immediati e scelte politiche chiare».
La provincia di Ragusa dispone di tre infrastrutture strategiche — aeroporto di Comiso, porto di Pozzallo e autoporto di Vittoria — che però non sono ancora integrate in un sistema logistico unitario. La rete viaria resta fragile: Ss 115 pericolosa, raddoppi di Ss 194 e Ss 514 a velocità diverse. Secondo Svimez, Ragusa è tra le province con la dotazione infrastrutturale più bassa d’Italia; i costi aggiuntivi per le imprese superano i 180 milioni l’anno.
«La provincia di Ragusa ha tutte le carte in regola per diventare un quadrante logistico del Mediterraneo» affermano i rappresentanti della Cna Fita. «Ma serve una regia politica forte e una visione condivisa. Solo così potremo rilanciare agricoltura, agroalimentare, turismo e servizi». Le basi per un salto di qualità ci sono: investimenti già stanziati su Comiso e Pozzallo, il protocollo tra Comune di Vittoria e Sis per completare l’autoporto e la nuova Strategia europea per le Isole. La Cna Fita Ragusa conclude chiedendo che questa nuova stagione di riconoscimenti si traduca in interventi immediati, in una rete infrastrutturale moderna e in una strategia logistica integrata capace di generare sviluppo reale e occupazione stabile per il territorio ibleo.



