“Colleghi per caso, amici per scelta”: mezzo secolo di emozioni per gli ex geometri del Besta
Il professor Carmelo Petro, originario di Comiso e promotore della Fondazione Gesualdo Bufalino, è stato ricordato come un docente che ha lasciato un'impronta profonda nella formazione dei suoi studenti.

“Colleghi per caso, amici per scelta”: mezzo secolo di emozioni per gli ex geometri del Besta
Cinquant’anni di vita, professione e amicizie custodite nel tempo. È questo il significato della speciale rimpatriata che ha visto protagonisti gli ex studenti della classe che nel 1976 conseguì il diploma di geometra all’Istituto Tecnico “Fabio Besta” di Ragusa.
Martedì 4 agosto, nella suggestiva cornice del ristorante “Il Marisco” sul lungomare Andrea Doria, quasi tutti gli ex compagni si sono ritrovati per celebrare il 50° anniversario dal diploma (1976-2026), trasformando una semplice cena in un viaggio emozionante nella memoria.
Dal banco di scuola alla vita: mezzo secolo di amicizia
A distanza di cinque decenni, il gruppo ha voluto riannodare i fili di una storia iniziata tra i banchi di scuola e proseguita attraverso percorsi personali e professionali diversi.
La serata è stata scandita da racconti, sorrisi e ricordi legati agli anni della formazione: dagli esami di maturità alle gite scolastiche a Palermo e Ragusa, fino agli episodi che hanno segnato una stagione irripetibile della vita.
Un’occasione per ritrovare lo spirito di quella classe che, nonostante il tempo trascorso, ha mantenuto vivo un rapporto fondato su stima, affetto e condivisione.
Il ricordo dei professori che hanno lasciato un segno
Tra i momenti più intensi della serata, il ricordo dedicato ai docenti che hanno accompagnato la crescita degli studenti.
Un pensiero particolare è stato rivolto al professor Carmelo Petro, insegnante di Italiano fortemente voluto dall’allora preside Vincenzo Scibilia per rafforzare il percorso culturale dell’istituto.
Figura di grande spessore intellettuale, originario di Comiso e tra i promotori della Fondazione Gesualdo Bufalino, Petro è stato ricordato come un docente capace di lasciare un’impronta profonda nella formazione umana e culturale dei suoi studenti.
La tesi su Ragusa Ibla che anticipò la valorizzazione del Barocco
Il viaggio nei ricordi ha riportato alla memoria anche uno dei progetti più significativi realizzati durante il percorso scolastico: la tesi di maturità dedicata agli “Aspetti Architettonici e Urbanistici di Ragusa Ibla”.
Un lavoro complesso che coinvolse gli studenti nel rilievo delle cento chiese del quartiere barocco, sotto il coordinamento dell’architetto Emanuele Lo Presti.
La ricerca, arricchita da fotografie e documentazione tecnica, fu successivamente presentata in una mostra alla Camera di Commercio di Ragusa, contribuendo al dibattito culturale sulla tutela e valorizzazione del patrimonio storico della città.
Un percorso che si inserì in quella stagione di attenzione verso il recupero del centro storico ibleo, culminata prima nella Legge Regionale del 1981 e successivamente nel riconoscimento di Ragusa Ibla e del Val di Noto come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
La classe riunita come cinquant’anni fa
La rimpatriata ha avuto anche un particolare valore simbolico: gli ex studenti si sono disposti idealmente come ai tempi della scuola, seguendo la tradizionale disposizione dei banchi dell’ultimo anno.
Presenti compagni arrivati da Ragusa, Santa Croce Camerina e Chiaramonte Gulfi, a testimonianza di un legame rimasto forte nonostante distanze e percorsi diversi.
A rendere ancora più significativa la serata è stato il ricordo degli amici che non hanno potuto partecipare.
Un momento commosso è stato dedicato a Giovanni Cultrera, di Chiaramonte Gulfi, scomparso nel 2019. Alla famiglia è stato consegnato un dono floreale e un portafoto in memoria dell’amico e compagno di classe.
Un pensiero è andato anche a Emanuele Nativo, oggi residente al Nord e assente all’incontro.
“Colleghi per caso, amici per scelta”: la frase simbolo di una storia lunga cinquant’anni
La serata si è conclusa con il tradizionale taglio della torta, accompagnato da una frase diventata il simbolo dell’intera celebrazione:
“Colleghi per caso, amici per scelta”.
Una dedica che racchiude il senso più profondo di un incontro capace di dimostrare come alcuni legami, nati sui banchi di scuola, possano attraversare il tempo e trasformarsi in una vera amicizia.
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