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In Sicilia la Blue Economy vale 17,4 miliardi: dal mare al futuro dell’economia regionale

16 giugno 2026 alle ore 10:25
Cosa c'entra Comiso

Il progetto ha sostenuto il restauro dei tessuti cinquecenteschi della tomba della famiglia Naselli e le analisi di laboratorio sui manufatti rinvenuti nel Santuario Mariano dell’Immacolata di Comiso, acquisendo datazioni inedite sul patrimonio storico locale.

In Sicilia la Blue Economy vale 17,4 miliardi: dal mare al futuro dell’economia regionale

In Sicilia la Blue Economy vale 17,4 miliardi: dal mare al futuro dell’economia regionale

Un impatto economico complessivo di 17,4 miliardi di euro, pari al 6% del Prodotto Interno Lordo regionale, una rete di oltre 29.500 imprese attive e un bacino occupazionale di 102.000 lavoratori diretti. Questo è il quadro emerso nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi a Ragusa, presso la Sede Centrale di Banca Agricola Popolare di Sicilia. L’incontro è stato dedicato alla presentazione di due distinte iniziative sul territorio: il report settoriale “La Blue Economy o Economia del Mare in Sicilia”, curato dal Centro Studi Economici della Fondazione BAPR, e i risultati delle indagini scientifiche universitarie legate al restauro dei tessuti cinquecenteschi della tomba della famiglia Naselli di Comiso, progetto sostenuto tramite un contributo economico della Banca.

I dati macroeconomici descrivono un comparto marittimo isolano che opera come motore anticiclico per il sistema produttivo regionale. La Sicilia, che detiene il 21% del patrimonio costiero italiano, esprime nell’economia del mare una linea di sviluppo trainata principalmente dai comparti del turismo, della ricettività e della logistica legata ai trasporti. Lo studio della Fondazione BAPR evidenzia un effetto moltiplicatore in base al quale ogni euro prodotto direttamente dalla filiera genera un indotto ulteriore di 1,9 euro all’interno del tessuto economico siciliano. Il trend risente anche delle misure connesse alla ZES Unica e degli investimenti orientati alla transizione ecologica e alla decarbonizzazione.

Sul fronte della tutela culturale, sono stati illustrati i risultati finali delle analisi di laboratorio condotte sui frammenti tessili, sui bottoni e sui manufatti rinvenuti all’interno del sarcofago dei coniugi Baldassarre I Naselli e Isabella Montaperto Bonito, custodito nel Santuario Mariano dell’Immacolata di Comiso. L’intervento di recupero e lo studio accademico, avviati in sinergia con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Ragusa e le Università di Palermo e Lecce, hanno beneficiato di un finanziamento erogato dall’istituto bancario. L’applicazione della tecnologia del radiocarbonio C14 su sette campioni ha permesso di acquisire datazioni e parametri scientifici finora inediti sul patrimonio araldico e storico locale.

L’azione della Banca e della Fondazione BAPR risponde a una strategia di responsabilità sociale volta a sostenere sia l’innovazione tecnologica e logistica delle imprese del mare, sia la ricerca scientifica e la conservazione dei beni monumentali del territorio.

“La scelta di sostenere attivamente queste due iniziative risponde alla nostra missione di banca del territorio, che opera per coniugare l’analisi dei vettori economici di crescita con la salvaguardia dell’identità culturale dell’isola”, ha dichiarato Arturo Schininà, Presidente di Banca Agricola Popolare di Sicilia. “I dati della Blue Economy confermano il mare come un pilastro industriale per la Sicilia, mentre il restauro di Comiso restituisce alla collettività un patrimonio storico scientificamente documentato. Crediamo che lo sviluppo economico e la tutela della memoria locale siano asset complementari per generare valore e stabilità nel lungo termine”.

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