Nel ragusano un contribuente su due dichiara meno di quindicimila euro
A Comiso il 55,7% dei contribuenti dichiara meno di 15 mila euro annui, con una riduzione del 2,85% della quota rispetto all'anno precedente.

Nel ragusano un contribuente su due dichiara meno di quindicimila euro
Ad agosto, guardando ai 952 contribuenti iblei sopra i 120 mila euro, era già emersa l’altra faccia della piramide: quella molto più larga dei redditi bassi. A Vittoria quasi due contribuenti su tre non raggiungevano i 15 mila euro annui. Ora il conteggio esteso a tutti i dodici comuni restituisce la dimensione provinciale del fenomeno: 108.161 contribuenti su 213.414 dichiarano non più di 15 mila euro lordi l’anno. Sono il 50,68 per cento, poco più di uno su due.Il dato arriva dalle dichiarazioni presentate nel 2025 e riferite ai redditi prodotti nel 2024, pubblicate dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Mef divide i contribuenti anche per fasce di reddito: nel ragusano sono 72.230 quelli compresi tra zero e 10 mila euro e altri 35.931 quelli tra 10 mila e 15 mila.
Il fenomeno non è distribuito allo stesso modo sul territorio. Ad Acate la quota dei contribuenti sotto i 15 mila euro raggiunge il 64,3 per cento, a Vittoria il 62,7. Seguono Santa Croce Camerina con il 57,7 per cento, Comiso con il 55,7, Chiaramonte Gulfi con il 53 e Scicli con il 50,8. Sotto la metà si trovano Ispica, Pozzallo, Monterosso Almo, Giarratana, Modica e Ragusa. Nel capoluogo la percentuale è la più bassa della provincia: 43,1 per cento, che significa comunque 22.743 contribuenti.
Una fotografia pesante, ma rispetto all’anno precedente mostra un movimento in direzione opposta. Nel 2023 i contribuenti sotto i 15 mila euro erano 111.592 su 210.081, il 53,12 per cento. In un anno sono quindi diminuiti di 3.431 unità e la loro incidenza è scesa di 2,44 punti percentuali. Nello stesso periodo il numero complessivo dei contribuenti è aumentato di 3.333 persone.
La riduzione riguarda tutti e dodici i comuni. Le variazioni maggiori si registrano a Chiaramonte Gulfi, dove la quota scende di 3,22 punti percentuali, a Scicli di 3,01, a Giarratana di 2,92, a Santa Croce Camerina di 2,89, a Comiso di 2,85 e a Modica di 2,83.
Anche la fascia più bassa si restringe. I contribuenti fino a 10 mila euro passano da 74.700 nel 2023 a 72.230 nel 2024: 2.470 in meno. La loro quota sul totale scende dal 35,56 al 33,85 per cento.
C’è poi un secondo dato che aiuta a capire il peso effettivo dell’Irpef. Nel 2024 il Mef registra un’imposta netta per 153.237 contribuenti ragusani. La differenza rispetto ai 213.414 contribuenti complessivi è di 60.177 persone, il 28,2 per cento. Nel dataset delle dichiarazioni, per questa parte della platea non risulta un’Irpef netta positiva.
È un dato locale che si inserisce nella discussione riaperta in questi giorni dal rapporto di Itinerari Previdenziali presentato al Cnel: a livello nazionale il 18,78 per cento dei contribuenti con redditi da 35 mila euro in su versa circa il 65 per cento dell’Irpef complessiva. Ma nel ragusano il dato che colpisce è dall’altra parte: ancora oggi oltre metà dei contribuenti resta sotto i 15 mila euro lordi annui, anche se la quota si sta riducendo.
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