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Mutui Comiso: rinegoziazione costa 189mila euro in più

11 aprile 2026 alle ore 13:00
Cosa c'entra Comiso

Il Comune di Comiso ha rinegoziato i mutui con Cassa Depositi e Prestiti, ottenendo 660.000 euro di liquidità a breve termine ma con 189.000 euro di interessi aggiuntivi e rate più pesanti nel lungo periodo. L'operazione ha suscitato forti critiche dall'opposizione.

Mutui Comiso: rinegoziazione costa 189mila euro in più

Il Comune di Comiso ha approvato la rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, operazione che consente all’amministrazione Schembari di disporre di 660.000 euro in liquidità nei prossimi due anni riducendo le rate del 2026 e del 2027. Il provvedimento, passato con i voti della maggioranza di centrodestra, comporta tuttavia 189.000 euro di interessi aggiuntivi che i cittadini non avrebbero altrimenti sostenuto, e rate più pesanti per chiunque amministrerà la città dal 2028 fino al 2043.

L’operazione si fonda sulla circolare n. 1310 del 2025 con cui la Cassa Depositi e Prestiti ha offerto a Comuni, Province e Città Metropolitane la possibilità di rinegoziare i mutui esistenti, alleggerendo temporaneamente le rate in cambio di un allungamento del piano di ammortamento. A Comiso la maggioranza ha aderito, e l’assessore al Bilancio ha illustrato il provvedimento come un «risparmio» per le casse comunali nel breve periodo.

L’opposizione ha però scomposto i numeri e ha trovato un quadro diverso. I gruppi consiliari Lista Spiga, Partito Democratico e Coraggio Comiso hanno diffuso una nota congiunta nella quale parlano di un’operazione che «non ce la saremmo immaginata neppure noi, che ormai ci siamo fatti un giudizio piuttosto preciso sulla spregiudicatezza di chi ci amministra».

Il dettaglio che l’opposizione contesta con più forza non è solo il costo aggiuntivo di 189.000 euro, ma il fatto che nessuno abbia saputo — o voluto — spiegare per quali interventi saranno utilizzati i 660.000 euro liberati. «Non c’è stato verso di saperlo», si legge nella nota firmata dai consiglieri Gaetano Gaglio, Erica Adamo, Gaetano Scollo, Gigi Bellassai, Cristina Betta e Salvo Liuzzo. «Nessuna urgenza, dunque, nessun problema grave da risolvere con liquidità immediata.»

Sul piano finanziario concreto, la rinegoziazione sposta il peso sulle amministrazioni future: le rate semestrali passeranno dagli attuali 760.000 euro a 800.000 euro a partire dal 2028, con un bilancio strutturalmente più appesantito fino alla scadenza finale nel 2043.

Il contesto: le rinegoziazioni dei mutui comunali e i rischi del breve termine

Lo strumento utilizzato dal Comune di Comiso non è una novità nel panorama della finanza locale italiana. La Cassa Depositi e Prestiti ha storicamente offerto possibilità analoghe di ristrutturazione del debito agli enti locali, specialmente nei periodi di tensione sui bilanci comunali. Secondo i dati della Corte dei Conti, negli ultimi anni decine di Comuni italiani hanno aderito a operazioni di allungamento dei piani di ammortamento, con l’effetto di ridurre la pressione nel breve ma di aumentare il costo complessivo del debito nel lungo periodo. La critica ricorrente che emerge dalle analisi della magistratura contabile è proprio quella sollevata dall’opposizione comisana: l’assenza di una destinazione vincolata della liquidità liberata rende queste operazioni difficilmente valutabili sul piano dell’interesse pubblico.

L’opposizione chiude la propria nota con una valutazione netta: «In pratica per consentire all’Amministrazione di spendere più soldi da qui alle elezioni si caricano di costi aggiuntivi i cittadini e si appesantisce il bilancio di chi amministrerà dopo. L’esatto contrario, insomma, di lungimiranza e sostenibilità negli interessi della città». La maggioranza non ha ancora risposto pubblicamente alle accuse.