Inaugurata alla Fondazione Bufalino la mostra con le opere immaginate dallo scrittore siciliano. A realizzare un artista italiano
La Fondazione Bufalino di Comiso ha inaugurato una mostra con le opere immaginate dallo scrittore. Comiso ospiterà inoltre gli eventi del festival "L'ingegnere di Babele" nelle prossime settimane.

Inaugurata alla Fondazione Bufalino la mostra con le opere immaginate dallo scrittore siciliano. A realizzare un artista italiano
COMISO – Ci sono opere che nascono prima ancora di essere dipinte, sospese tra parola e immaginazione. È il caso dei “quadri inesistenti” di Gesualdo Bufalino, che ieri sera hanno preso forma – o meglio, nuove forme possibili – negli spazi della galleria della Fondazione a lui dedicata, con l’inaugurazione della mostra “Quadri per un’esposizione… Qualcuno, per favore, me li dipinge? Giampiero Nanni per Gesualdo Bufalino”, visitabile fino al 19 luglio.
L’esposizione, inserita nel programma del festival “L’ingegnere di Babele”, parte da un gesto letterario tanto semplice quanto vertiginoso. Nel 1987, sulle pagine de “Il malpensante”, Bufalino immaginò diciannove quadri che non esistevano, affidandoli soltanto ai loro titoli: brevi enunciati poetici, ironici, talvolta contraddittori, capaci di evocare mondi senza mai definirli. E a quel gioco letterario aggiunse una provocazione diventata ormai celebre: “Qualcuno, per favore, me li dipinge?”.
Da quella domanda aperta prende avvio il lavoro di Giampiero Nanni, artista che vive tra Inghilterra e Francia, chiamato a confrontarsi non con immagini già date, ma con parole che le suggeriscono senza mai consegnarle del tutto. Il suo intervento non cerca di “illustrare” Bufalino, né di tradurlo in pittura: piuttosto, ne raccoglie l’enigma e lo rilancia.
Le opere esposte non risolvono i titoli, ma li complicano. Ogni quadro diventa un’ipotesi visiva, una possibilità tra le molte contenute nelle parole dello scrittore comisano. Ne nasce un percorso in cui l’immagine non chiude il senso, ma lo riapre continuamente, restituendo allo spettatore la stessa vertigine originaria del testo.
È proprio questa la chiave della mostra: non la trasformazione di un’idea letteraria in immagine, ma la permanenza dell’incertezza tra ciò che si dice e ciò che si vede. Un territorio intermedio in cui la pittura non spiega, ma interroga.
Come è stato sottolineato nel corso dell’inaugurazione dal prof. Nunzio Zago e dal prof. Giuseppe Traina, il lavoro di Nanni si inserisce in modo coerente in quella zona di confine che Bufalino ha sempre esplorato: il rapporto tra realtà e rappresentazione, tra parola e mondo, tra invenzione e conoscenza. I “quadri immaginati” diventano così reali senza smettere di essere impossibili.
La mostra si distingue proprio per questa natura ambigua: non è un omaggio illustrativo, ma un confronto a distanza tra due immaginari che si incontrano senza sovrapporsi. Bufalino fornisce i titoli, Nanni risponde con immagini che non li esauriscono, ma li riaprono.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso de “L’ingegnere di Babele”, il festival promosso dalla Fondazione Bufalino che, a trent’anni dalla scomparsa dello scrittore, continua a esplorare le trasformazioni dei linguaggi contemporanei. Un programma che intreccia letteratura, musica e teatro e che nelle prossime settimane porterà a Comiso ospiti come Giovanni Caccamo, Fabio Troiano, Ruben Micieli e Fabrizio Bosso insieme al Giovanni Digiacomo Quartet.
La mostra “Quadri per un’esposizione… Qualcuno, per favore, me li dipinge?” resterà aperta fino al 19 luglio, con ingresso dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 21 (chiuso il lunedì).
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