Infrastrutture Ragusa, fino a 180 milioni l’anno il costo dei ritardi
L'aeroporto di Comiso è considerato un asset strategico ma non ancora pienamente valorizzato, registrando livelli di traffico inferiori rispetto ad altri scali regionali.

La carenza infrastrutturale continua a rappresentare uno dei principali fattori che frenano la competitività della provincia di Ragusa. Al centro del dibattito tornano la realizzazione dell’autostrada Ragusa-Catania e il ruolo dell’aeroporto di Comiso, due asset considerati strategici per imprese, turismo e mobilità.
A richiamare l’attenzione sul tema è il presidente di ANC Ragusa, Giovanni Frasca, che collega il ritardo delle opere ai maggiori costi sostenuti dal sistema economico locale. Secondo l’analisi dell’associazione, il peso delle inefficienze infrastrutturali potrebbe essere stimato tra 100 e 180 milioni di euro l’anno, considerando costi logistici, perdita di opportunità economiche, minore attrattività turistica e tempo perso negli spostamenti.
Le infrastrutture di trasporto sono considerate dagli economisti una componente essenziale del capitale pubblico produttivo. Strade, aeroporti e collegamenti logistici incidono direttamente sulla capacità di un territorio di attrarre investimenti, sviluppare attività produttive e migliorare l’accessibilità ai mercati.
Nel caso della provincia iblea, il collegamento con l’area metropolitana di Catania resta uno dei nodi principali. La Ragusa-Catania è infatti destinata a collegare in modo più efficiente il Sud-Est siciliano con lo scalo aeroportuale etneo, i poli universitari e i principali centri economici regionali.
Secondo gli aggiornamenti Anas di maggio 2026, richiamati nell’analisi, l’avanzamento complessivo dell’opera ha raggiunto il 24,97%. Permangono però forti differenze tra i vari lotti. In particolare, il lotto 3 registra un avanzamento del 3,22%, con criticità tecniche e rallentamenti che continuano ad alimentare l’incertezza sui tempi di completamento.
Per le imprese del territorio il tema non riguarda soltanto la mobilità. Tempi di percorrenza più lunghi, maggiore imprevedibilità nei trasporti e costi organizzativi più elevati incidono direttamente sulla competitività aziendale. Il fenomeno interessa soprattutto comparti ad alta vocazione esportatrice come l’agroalimentare e l’ortofrutta, settori nei quali rapidità delle consegne e continuità logistica rappresentano fattori determinanti.
Anche l’aeroporto di Comiso continua a essere indicato come una risorsa ancora non pienamente valorizzata. Secondo quanto evidenziato da ANC Ragusa sulla base dei dati Assaeroporti, lo scalo registra livelli di traffico inferiori rispetto ad altri aeroporti regionali comparabili.
Negli ultimi anni sono stati annunciati nuovi collegamenti nazionali ed è stato autorizzato un progetto cargo dal valore di circa 47 milioni di euro, destinato a rafforzare la funzione logistica dell’aeroporto nel Sud-Est della Sicilia. L’effettiva capacità dello scalo di generare ricadute economiche, però, resta legata alla realizzazione di una rete infrastrutturale più efficiente e integrata.
Le ricadute non si limitano alle imprese. Una connettività ridotta può influire sulla capacità di attrarre visitatori, allungare la permanenza media dei turisti e favorire la destagionalizzazione dei flussi. Anche l’accesso a servizi avanzati, opportunità professionali e percorsi universitari risente della qualità dei collegamenti.
Il tema delle infrastrutture resta quindi strettamente legato alle prospettive di crescita economica del territorio. Per il sistema produttivo ragusano, la riduzione dei tempi di collegamento e il rafforzamento della rete dei trasporti rappresentano leve decisive per migliorare competitività, attrazione degli investimenti e sviluppo locale.



